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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

-89% di fatturato nel 2020: il Covid mette in ginocchio gli hotel padovani

Un dato può dare l’idea: dei 54 alberghi operanti sul territorio comunale di Padova, quelli aperti in questi giorni si possono contare sulle dita di una mano

La percentuale, anche solo a pronunciarla, fa paura: -89%. «Purtroppo però - commenta Monica Soranzo, presidente degli albergatori di Padova Hotels Federalberghi Ascom - questa è la nostra realtà attuale e dopo Pasqua, l’estate e l’autunno ci apprestiamo anche ad archiviare il Natale 2020 con incassi che saranno zero».

Hotel chiusi

Riunito in conferenza da remoto, il consiglio di categoria degli hotellier (al quale ha portato un saluto anche il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin) ha valutato le conseguenze, disastrose, conseguenti alla pandemia. Un dato può dare l’idea: dei 54 alberghi operanti sul territorio comunale di Padova, quelli aperti in questi giorni si possono contare sulle dita di una mano. Aggiunge Monica Soranzo: «Purtroppo i colleghi hanno evidenziato come le città d’arte e dunque anche Padova ed il suo territorio, abbiano registrato una quasi totalità di mancati introiti. Se infatti il mare, nel corso dell’estate, ha visto quasi le stesse presenze, se la montagna, che oggi paga quanto noi, nella bella stagione ha registrato anche un aumento degli ospiti e se il lago si è comunque difeso, le città (da Venezia a Roma, da Firenze a Milano, da Palermo a Siena e dunque anche la nostra Padova) hanno pagato un prezzo altissimo che, per quanto ci riguarda, si è tradotto in alberghi chiusi, dipendenti in cassa integrazione, “stop & go” governativi difficilmente comprensibili».

Crisi

Il risultato è una situazione di profonda crisi che nessun ristoro, così come sono stati deliberati, potrà mai lenire. Gli alberghi, infatti, sostengono dei costi fissi che non potranno essere retti fino alla primavera prossima, per cui occorre intervenire immediatamente ad esempio cancellando i costi fissi delle bollette energetiche. Aggiunge Gabriele Ioseffini, direttore dell’Hotel Casa del Pellegrino: «Persino il turismo religioso che comunque per la nostra città rappresenta un fattore importante ha dovuto issare bandiera bianca» e così dicasi per la provincia, come hanno osservato Michele Carretta del Beatrice di Este e Filippo Sabbadin di Colorado Group di Camposampiero. «La verità - ha ribadito Monica Soranzo - è che dobbiamo già pensare alla primavera del 2021 confidando che la campagna vaccinale sia in grado di far ripartire un’economia, quella turistica, che per la nostra regione è fondamentale».

I dati

D’altra parte, con 71 milioni di presenze il Veneto è la prima regione d'Italia in quanto a movimento turistico e la filiera, nel suo complesso, significa quasi 35mila imprese con oltre 163mila addetti che rappresentano un valore aggiunto di oltre 9 miliardi di euro.
Si tratta dell'11 per cento dell'economia regionale che si caratterizza per la netta prevalenza degli stranieri (68%) e per una forte stagionalità. «Il 65% delle presenze - analizza la presidente degli albergatori dell’Ascom - si concentra tra giugno e settembre, anche se per Padova e provincia la temporalità è più distribuita nell’arco dell’anno. Dalla Germania (e ne sanno qualcosa i colleghi dell’area termale) arriva il 33 per cento dei turisti stranieri, che per il 55,8 per cento scelgono le città d'arte e per il 20,2 il mare».

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