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"Il mio passaporto verso le imprese", parte da Padova il nuovo progetto scuola-lavoro

Promosso da Confindustria Padova, dall'amministrazione comunale e dall'associazione "Amici dell'università di Padova", è rivolto agli studenti degli istituti superiori e universitari: una sorta di ponte per il futuro

"L’educazione è il nostro passaporto per il futuro…". Cita Malcom X il nuovo progetto di Confindustria Padova che mira a rafforzare il link tra formazione e lavoro, migliorare l’orientamento e l’occupabilità dei giovani per erodere il tasso di disoccupazione issato al 29,3% (17 punti sopra il livello pre-crisi). Ma anche a spronare le nuove generazioni a coltivare una mentalità flessibile e intraprendente fin dalla scuola, per costruire attivamente il proprio percorso formativo e professionale e le aziende a prendersi cura della "risorsa giovani".

IL PROGETTO. Nasce con questi obiettivi il progetto-pilota “Il mio Passaporto verso le imprese”  insieme all’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Padova e all’associazione "Amici dell’Università di Padova" e rivolto agli studenti delle ultime classi di istituti tecnici e professionali, licei e universitari. Seicento passaporti messi a disposizione di altrettanti giovani per consentirgli di entrare in 60 aziende del territorio che hanno deciso di aprire le porte, scegliendo in piena autonomia quale impresa incontrare e quando, i temi e le competenze da trattare con i tutor aziendali. Passaporti con i dati personali, il timbro delle aziende visitate, appunti e impressioni.

SPERIMENTAZIONE. La sperimentazione parte da Padova proprio nell’anno in cui l’alternanza scuola-lavoro diventa obbligatoria (a partire dalle terze classi, almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e 200 nei licei) e vuole imprimere una svolta verso un orientamento attivo e responsabile che mostra subito ai ragazzi la strada per sviluppare i loro talenti e dà alle aziende l’opportunità di confrontarsi con le risorse di domani. Con l’obiettivo di contribuire a erodere quel tasso di disoccupazione tra i più giovani che a Padova si è alzato al 29,3% (27,6% in Veneto: 2014) e spezzare l’incantesimo per cui le imprese padovane faticano a trovare 1.100 dei 61mila profili tecnici introvabili in Italia (7.300 in Veneto).

IL PASSAPORTO. Pensato come un libretto scolastico, il passaporto sarà disponibile per 600 studenti delle classi 4a e 5a degli istituti tecnici e professionali e dei licei della provincia e per studenti dell’Università di Padova che lo richiederanno online entro il 4 marzo su www.confindustria.pd.it/passaportostudenti. Gli studenti ritenuti idonei (fino a 600 il primo anno), in base a cronologia delle domande e tipologia delle aziende, saranno contattati per ritirare il passaporto presso le sedi dei tre enti promotori. Dopo aver registrato i propri dati, potranno concordare con le aziende le modalità della visita ai reparti. Ogni visita avrà un timbro di convalida. Sono già 60 le aziende che hanno scelto di aprire le porte, dei settori metalmeccanica, farmaceutica e biomedicale, chimica e materie plastiche, sistema moda, Ict.

PARERI. "Con il Passaporto ribadiamo la volontà di aprire le aziende ai ragazzi per trasmettere non solo sapere ma anche “saper fare” e sensibilizzare le imprese a svolgere appieno la loro funzione formativa valorizzando capacità individuali, creatività e merito - sottolinea Rodolfo Cetera, presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Padova." Eleonora Mosco, vice sindaco e assessore alle Politiche giovanili del Comune di Padova: "Il sostegno a questo innovativo progetto conferma l’impegno dell’amministrazione e del mio assessorato per il futuro dei giovani affinché i loro talenti siano valore aggiunto nel lavoro e nello sviluppo dell'impresa e della nostra comunità. Avviando una relazione concreta scuola e lavoro, questo progetto diventa inoltre un’importante occasione di confronto per avvicinare la formazione degli studenti alle esigenze delle imprese e ridurre il numero dei profili tecnici che le nostre aziende non riescono a reperire tra i neodiplomati e neolaureati della nostra comunità".

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