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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Economia

Auto, crollo di immatricolazioni a dicembre 2021: -32,7% rispetto allo stesso mese del 2020

«1.355 auto immatricolate il mese scorso contro le 2.014 di un anno prima denunciano un calo che investe praticamente tutti i marchi, con poche eccezioni»

I dati parlano chiaro: le immatricolazioni auto nel Padovano a dicembre 2021 sono calate del 32,7% rispetto allo stesso mese del 2020.

Immatricolazioni giù

La magrissima consolazione è data dal +1,49% registrato a livello annuale come immatricolazioni di vetture nuove rispetto al 2020. Commenta Massimo Ghiraldo, presidente dei concessionari auto dell’Ascom Confcommercio di Padova: «Che si sia in presenza di un dato catastrofico è fuor di dubbio, visto che 22.456 auto immatricolate nel corso di un anno sono ben poca cosa rispetto alla necessità di svecchiamento del parco macchine. Ma è analizzando il dato di dicembre (2021 su 2020) che la crisi del comparto appare in tutta la sua gravità: 1.355 auto immatricolate il mese scorso contro le 2.014 di un anno prima denunciano un calo del 32,72% che investe praticamente tutti i marchi, con poche eccezioni». Tra chi a dicembre 2020 immatricolava più di 100 vetture, infatti, Fiat perde il 52,26%, Ford il 65,22%, Lancia il 62,96%, Peugeot il 23,13%, Renault il 54,39%, Toyota il 16,77% e Volkswagen il 46,19%. «I fattori che porteranno, in assenza di correttivi, anche il 2022 ad attestarsi sugli stessi livelli disastrosi del 2021 - continua Ghiraldo - sono quelli che hanno caratterizzato il finale del 2021, ovvero: il persistere della pandemia, l’economia che sembra in grado di recuperare ma con molti settori e molte persone ancora in difficoltà, la crisi dei microchip, il disorientamento degli acquirenti in vista di una transizione ecologica molto presente nel dibattito ma pochissimo nella realtà e non da ultimo le preoccupazioni dei concessionari per la decisione di molte case automobilistiche di voler superare il sistema di distribuzione basato sulle concessionarie. Cosa serve per uscire dall'impasse Serve un progetto organico di transizione all’elettrico con incentivi strutturali alla rottamazione, incentivi per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, misure compensative per neutralizzare l’effetto dei cali di occupazione e di produzione legati alla transizione ecologica e progetti per assicurare il fabbisogno di energia elettrica coperto solo con fonti rinnovabili. Se questo non dovesse succedere, se cioè Governo e Parlamento non dovessero farsi carico della questione, la transizione all’elettrico rischia di diventare il libro dei sogni, con conseguenze facilmente immaginabili e che, in qualche misura, stiamo già sperimentando».

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