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Imu, l’appello degli agricoltori ai sindaci: “Ci strangola, dimezzatela”

Le organizzazioni agricole definiscono la nuova Ici una vera e propria "patrimoniale" di settore che rischia di mettere in ginocchio le migliaia di imprese padovane. L'appello è ai primi cittadini affinchè la riducano del 50%

L’Imu una vera e propria "patrimoniale" agricola: è questa la denuncia delle organizzazioni agricole, cui la nuova stangata proprio non va giù.

GLI IMMOBILI AGRICOLI. Fienili, ricoveri per attrezzi, stalle: nessun luogo sarebbe risparmiato dalla nuova “Ici” con stangate più che triplicate rispetto a poco tempo fa e a cui le aziende agricole non sanno proprio più come far fronte.

LA TASSA. Secondo la denuncia di Coldiretti, Cia Padova e Confagricoltura Padova, la nuova tassa sarebbe 4-5 volte più pesante rispetto alla vecchia Ici e rischia di mettere ancora più in crisi le migliaia di imprese padovane.

L'APPELLO. Per questo i presidenti si sono rivolti ai sindaci della Provincia affinchè dimezzino, come è in loro potere, secondo la legge, l’imposta per i fabbricati rurali e per i terreni agricoli.

LE MOTIVAZIONI. Queste le motivazioni delle organizzazioni agricole a sostegno della richiesta: “Riteniamo che la terra coltivata da una impresa agricola debba avere un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a chi la possiede per fini non professionali. La stessa, infatti, assume da sempre il carattere di strumento di lavoro che genera nel caso dell’impresa agricola posti di lavoro attivi”.
 

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