Cementifici: lavoratori e sindacati incontrano i parlamentari veneti ad Este

Gli onorevoli Gessica Rostellato, Alessandro Naccarato, Giovanni Paglia, Giulia Narduolo e il senatore Giorgio Santini hanno ascoltato le richieste dei dipendenti ed espresso la loro vicinanza

L'Italcementi di Monselice

Incontro lunedì mattina, nella sala comunale Nassirya ad Este tra i lavoratori, sindacati e parlamentari padovani sulla crisi di Italcementi di Monselice e Cementizillo di Este. La riunione si è aperta con l'illustrazione da parte delle Organizzazioni della drammatica situazione della Bassa padovana. Le cementerie rimaste attive nel Nordest sono la Cementeria di Monselice, la Cementizillo di Fanna in provincia di Pordenone e la Cementirossi di Pederobba in provincia di Treviso.

PARLAMENTARI. A fare gli onori di casa c'era il vicesindaco di Este Stefano Agujari Stoppa; erano presenti Dario Verdicchio, segretario generale della Fillea Cgil di Padova, Rudi Perpignano per la Filca Cisl; hanno partecipato gli onorevoli Gessica Rostellato, Alessandro Naccarato, Giovanni Paglia, Giulia Narduolo e il senatore Giorgio Santini.

CRISI ECONOMICA. Nel 2007, ossia all'inizio della crisi economica, erano presenti nella stessa area geografica 11 cementerie. Se nel Nordest la produzione di cemento era di 1015 chili per abitante nel 2007, nel 2015 è scesa a 340/350 chili procapite. Mentre la produzione nazionale tende a un meno 60%, nell'area del Nordest si toccano punte di riduzione del 70%. La situazione è destinata ad ulteriori assestamenti dopo il perfezionamento dell'acquisizione di Italcementi da parte del colosso tedesco Heidelberg.

CRISI. Nella Bassa padovana purtroppo si registrano dati ancor più negativi per quanto riguarda la crisi dell'edilizia e delle costruzioni in generale: contro la scomparsa del 9,8% delle imprese a livello provinciale, nell'estense si raggiunge il meno 13,5%, nel monselicense il meno 13,7%, nel montagnanese addirittura il meno 16,5%. Alla situazione dell'edilizia va sommata quella del settore del legno nel distretto del Montagnanese – Casalese, con il 38,9% di imprese che hanno chiuso i battenti. Per questi ultimi dati si è preso in considerazione l'arco temporale 2009 – settembre 2015.

SOLIDARIETÀ. I parlamentari hanno espresso unanimemente solidarietà e vicinanza ai circa 150 lavoratori che rischiano di restare a breve senza lavoro e senza nessun sostegno per vivere dignitosamente e sostenere le loro famiglie. È stata poi manifestata forte preoccupazione anche per l'indotto, visto che la chiusura delle aziende più importanti e la perdita di un numero così ingente di stipendi nel territorio non potrà che avere importanti ricadute negative anche su tante piccole imprese ed esercizi commerciali. Deputati e senatori hanno inoltre dimostrato condivisione e sostegno alle organizzazioni sindacali per la vertenza aperta con Cementizillo e Italcementi, rendendosi disponibili a sostenere una manutenzione degli accordi già in atto in modo da ottenere miglioramenti per i lavoratori.

AMMORTIZZATORI SOCIALI. C'è stato infine un appello alla responsabilità sociale delle imprese coinvolte, che devono partecipare attivamente al percorso per creare le condizioni per un futuro produttivo e di benessere per la Bassa padovana, anche contribuendo alla ricerca di investitori che portino avanti una riconversione industriale dei siti produttivi di Este e Monselice. È stata anche ventilata la possibilità di un prolungamento degli ammortizzatori sociali, in deroga a quanto prevede il Jobs Act.

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