Start Cube e il Fondo United Ventures insieme per lo sviluppo delle startup

Start Cube ha ospitato United Ventures, fondo da 170 milioni di euro: un incontro, nell'ambito della programmazione di Digitalmeet 2019, che apre a nuove interazioni tra il Fondo e l'Incubatore universitario di Galileo Visionary District

Un momento dell'incontro

Un confronto aperto alle startup su come pensano e cosa cercano i Fondi di Venture Capital quello andato in scena mercoledì 23 ottobre dalle 10 alle 13 in Piazza Zanellato 21: i dietro le quinte, il fundraising come attività strategica di ricerca delle risorse per la crescita, i modelli di business, i processi d'investimento e i contratti in un dialogo a scena aperta tra startup, dirigenti di Start Cube e la Investment Manager di United Ventures Sara Lovato.

L'evento divulgativo

Un'occasione di approfondimento dedicata a startup e spinoff, studenti universitari, imprenditori e business angels, il cui obiettivo è di fornire tutte le informazioni necessarie per prepararsi a presentare la propria startup ad un fondo di Venture Capital ed essere efficaci. Un evento divulgativo, realizzato in partnership con l'Ufficio Valorizzazione della Ricerca dell'Università degli Studi di Padova, che apre a possibili nuove collaborazioni tra Start Cube e United Ventures, società indipendente di venture capital fondata nel 2013 da Massimiliano Magrini e Paolo Gesess, che oggi gestisce 170 milioni di euro su due fondi raccolti da investitori istituzionali italiani e internazionali. «Siamo interessati ad approfondire la conoscenza di Start Cube e delle sue startup» spiega Sara Lovato, Investment Manager di United Ventures. «La nostra attività di ricerca di opportunità d'investimento ci rende sempre piuttosto curiosi nei confronti di realtà come quella del Galileo Visionary District al cui interno crescono nuove aziende ad alto tasso tecnologico che potrebbero fare al caso nostro».

Venture capital

In un momento di forte sviluppo per il mercato del venture capital, anche in vista dei nuovi strumenti delineati nella Legge di bilancio 2019 (Fondo di sostegno al venture capital e Fondo nazionale innovazione) e volti sia a consolidare iniziative esistenti, sia a fare nascere nuovi operatori, i nuovi imprenditori e gli startupper devono sapersi giocare le proprie carte con competenza e professionalità. Due qualità le cui declinazioni tecniche sono state oggetto oggetto del confronto con la Investment Manager di United Ventures. «Non c'è un vero e proprio decalogo delle caratteristiche che deve avere una startup per accedere alle risorse dei Venture Capital» continua Lovato «ma alcuni accorgimenti favoriscono senza dubbio una migliore interazione tra gli investitori e le startup: per prima cosa è bene che chi si rivolge ad un fondo di Venture Capital abbia chiaro non solo cosa sono e come funzionano i fondi ma anche sappia con buona approssimazione le caratteristiche specifiche del fondo a cui si rivolge. Un buon business plan non è sufficiente, ci vuole visione ma pure chiarezza sulla cifra richiesta, sulle modalità di spesa e sugli obiettivi da raggiungere grazie all'investimento. Per noi e per molti altri fondi il team è fondamentale: dietro un'azienda che sa crescere c'è un gruppo in cui competenze, visione commerciale e solidità tecnologica sono forti e bene integrate».

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Idee e persone

Dichiara Giulia Turra, executive manager di Start Cube«Quello che spesso emerge è che l'idea da sola non basta, sono le persone a fare la differenza. Nel nostro programma di incubazione lavoriamo molto sui team affinché prendano consapevolezza e sviluppino capacità imprenditoriale. Attirare capitali d’investimento, mettendo in contatto investitori e neo-imprese, è una delle principali sfide portate avanti da Start Cube e rappresenta una delle fasi più delicate della crescita di una startup, per questo costruire partnership con VC, Università e aziende del territorio è fondamentale». Conclude Michele Toniato, caposettore Trasferimento di Tecnologia dell'Ufficio Valorizzazione della Ricerca dell'Università degli Studi di Padova: «Abbiamo colto l’opportunità di organizzare assieme a Galileo e a StartCube questo evento non solo per rimarcare l’importanza che hanno per l’Ateneo l’incubatore universitario d’impresa e il Parco scientifico e tecnologico, ma anche per fornire alla comunità accademica e al mondo dello start up d’impresa una preziosa occasione per conoscere meglio uno degli interlocutori più importanti dell’ecosistema».

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