«Bisogna restituire centralità al sistema Padova»: Cna triplica le proprie quote in Interporto

A questo primo step seguirà quindi l’adesione all’aumento di capitale, che ammonterà complessivamente a 4 milioni di euro e che sarà finalizzato ad investimenti in innovazione digitale e automazione per una gestione più fluida dei container

Luca Montagnin, presidente di Cna Padova

CNA Padova triplica le proprie quote in Interporto Padova SpA e si prepara ad aderire all’aumento di capitale deliberato ai primi di giugno dalla società. L’associazione scommette così sul rafforzamento del polo logistico e sul rilancio del ruolo centrale di Padova nel sistema dei trasporti regionale e nordestino.

Azioni e aumento di capitale

Il nuovo pacchetto societario è composto da 2.420 azioni che lunedì 29 giugno sono passate da Artoni Trasporti a CNA, che triplica così la quota di 1.211 azioni già detenuta. A questo primo step seguirà quindi l’adesione all’aumento di capitale, che ammonterà complessivamente a 4 milioni di euro e che si concretizzerà probabilmente in autunno. Un aumento di capitale finalizzato ad investimenti in innovazione digitale e automazione per una gestione più fluida dei container. L’associazione annuncia di aver già preso contatto con i vertici di Interporto per manifestare la propria intenzione.

«Restituire a Padova la centralità logistica»

Afferma Luca Montagnin, presidente della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola e media impresa: «Non possiamo che valutare positivamente le scelte di investimento fatte per Interporto. La nostra scelta di rilevare le quote di Artoni e di aderire all’aumento di capitale è un segnale tangibile agli stakeholder del territorio, perché scommettano su questa nuova sfida per il polo padovano della logistica. Una sfida che vogliamo cogliere, per essere anche noi partner e protagonisti del rilancio del sistema Padova. È necessario un impegno immediato, forte e congiunto: gli investimenti sull’intermodalità e sulle infrastrutture possono restituire al nostro territorio quella centralità logistica che rischiamo di perdere e che non può essere garantita solo dalla posizione geografica e da infrastrutture pensate trenta o quarant’anni fa. Anche in vista della realizzazione di Tav e tunnel di base del Brennero pensiamo che l’intero sistema infrastrutturale del Paese vada ammodernato. La scelta di investire sull’automazione e la trasformazione digitale delle attività di Interporto ci sembra un segnale forte che va in questa direzione. Gli artigiani sono pronti a cogliere la sfida dell’innovazione».

Gomma e ferro

Aggiunge Walter Basso, responsabile provinciale FITA-CNA, la sezione logistica dell’associazione padovana: «Dobbiamo superare l’idea di contrapposizione tra gomma e ferro. La crescita delle strutture logistiche e intermodali come Interporto può far crescere tutto il settore dei trasporti. Siamo consapevoli che ogni treno “leva dalla strada” dei camion (quindi dei nostri associati) ma siamo altrettanto consapevoli che la spinta ecologista e ancora più l’efficienza logistica siano i veri driver con cui confrontarsi».

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Logistica padovana

Il trasporto di merci su strada conta a Padova 1.839 imprese per un totale di oltre 8.500 addetti (dati 2019), oltre un quinto del totale di aziende ed addetti di tutto il Veneto. Numeri a cui va sommato l’indotto “diretto”, ovvero movimentazione delle merci, spedizionieri e servizi logistici, con oltre 250 imprese e 5.600 addetti impiegati. L’intero comparto produce in provincia oltre 1 miliardo e mezzo di euro all’anno, il 5,3% del valore aggiunto padovano. Come associazione più rappresentativa del territorio nel settore trasporti e logistica, CNA Padova punta quindi sul rafforzamento di Interporto anche come importante opportunità di crescita economica per i propri associati. Opportunità che si fanno ancora più concrete grazie alle ottime prospettive di crescita dell’interscambio con la Cina nell’ambito della Via della Seta. Le esportazioni della provincia di Padova verso la Cina valevano nel 2019 oltre 209 milioni di euro (il 2% dell’export padovano complessivo), in crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente.

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