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Il progetto di revamping

Il progetto di revamping

Monselice, sul revamping il Consiglio di Stato dà ragione a Italcementi

Ieri è stata depositata la sentenza sul ricorso della società contro il pronunciamento del Tar del Veneto che aveva accolto le istanze opposte al progetto dei comuni di Este e Baone. L'azienda: "Perso troppo tempo, ora valuteremo se investire o meno"

Piena leggittimità del progetto di revamping di Italcementi per l'impianto di Monselice e delle relative procedure seguite dalla società e degli atti emessi dall’amministrazione tanto in sede di valutazione di impatto ambientale quanto di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, quanto, infine, nell’ambito della convenzione con il comune di Monselice e l’ente Parco regionale dei Colli Euganei.

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LA SENTENZA. Questo il "succo" della sentenza del Consiglio Di Stato depositata ieri sul ricorso di Italcementi contro il pronunciamento del Tar del Veneto del 9 maggio 2012 che aveva accolto le istanze opposte al progetto dei comuni di Este e Baone. Richiamando la propria precedente sentenza, la quinta sezione del Consiglio di Stato ha rilevato come “è stato applicato l’art. 19. Co. 3 del piano ambientale che prevede una convenzione con l’azienda interessata per giungere ad una soluzione di adeguamento/ristrutturazione degli impianti, definendo le modalità e i tempi di prosecuzione dell’attività, i tempi di dismissione e i programmi di intervento, coordinando le azione di contenimento dell’impatto ambientale e paesistico”. Proseguono i giudici che “la sostituzione di rilevanti strutture (…) comporterà un impatto globale notevolmente migliorativo dell’esistente (…)” e che “l’impegno finanziario di Italcementi, allo stato degli atti, non può che costituire un ulteriore aspetto finalizzato al miglioramento della situazione ambientale, già di per sé rivalutato dalla sostituzione di impianti industriali obsoleti con impianti moderni (…)”.

IL FUTURO DELL'IMPIANTO. Soddisfazione di Italcementi per la decisione del Consiglio di Stato, anche se punta il dito contro la "perdita di tempo" di questa "via crucis amministrativa" e ora si riserva di valutare la possibilità di procedere o meno con il progetto di revamping, un ammodernamento degli stabilimenti per un investimento di 160 milioni di euro e che prevede anche il conferimento di rifiuti da incenerire. "Sono stati dilatati i tempi del progetto fino a portarli in una fase molto critica del mercato - ha affermato Fabio Drago, direttore della Cementeria di Monselice - che ha spinto l’azienda, in attesa di un definitivo chiarimento della situazione, a trasformare l’impianto produttivo di Monselice in un centro di macinazione». Tre le variabili di cui Italcementi afferma di dover tenere conto nelle sue valutazioni: l’andamento del mercato dei materiali per le costruzioni, l’opportunità di finanziare in modo sostenibile l’intervento, la possibilità di un dialogo costruttivo tra il territorio e l’impianto.

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