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Lunedì, 27 Maggio 2024
Economia

Aumento dell'Iva, l'allarme di Confapi: “225 milioni di euro di imposte penderanno su Padova“

Nel 2019 con l'aumento di tre punti dell'Iva. Valerio: “Basta perdere tempo, l'Italia ha biogno di un governo che decida“

L'aumento di 3 punti percentuali dell'Iva nel 2019? Porterà a un carico di imposte indirette di circa 1,14 miliardi di euro sull’economia regionale e di circa 225 milioni su quella della provincia. Una stima a cui Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, è arrivata calcolando quanto incide il Pil del territorio su quello del Paese.

I dati

La spada di Damocle dell’aumento dell’Iva continua a pendere sulla testa di imprenditori e consumatori. Se è vero che, come deciso dalla Legge di Stabilità promulgata a fine 2017, l’Iva non salirà di un decimale nel 2018, è altrettanto vero che il rialzo non è stato cancellato ma solo procrastinato di dodici mesi. A quanto risulta, infatti, il programma del Governo è quello di coprire i 12,4 miliardi che è necessario recuperare in base alla clausola di salvaguardia con l’aumento dell’Iva di 3 punti percentuali a partire dal 1° gennaio 2019. La prima missione di chi siederà a Palazzo Chigi sarà proprio quella di disinnescare le clausole di salvaguardia: se così non fosse nel 2019 l’Iva dovrebbe passare dal 22 al 24,2%, per poi raggiungere quota 24,9% nel 2020. L’aliquota ridotta invece potrebbe passare dal 10 all’11,5% nel 2019 e al 13% a decorrere dal 1° gennaio 2020. «Nel corso della campagna elettorale ne abbiamo sentite di ogni: dall’abolizione del canone Rai alla cancellazione del Jobs Act e delle tasse universitarie, dalla cancellazione della Legge Fornero, a Flat Tax e Reddito di cittadinanza. Una vera e propria sbornia di costose promesse spesso irrealizzabili, giunte da sinistra come da destra», afferma Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova. «Ebbene, a più di un mese dalle elezioni siamo ben lontani dall’avere un Governo, ma sappiamo già quali dovranno essere i suoi primi impegni. L’aumento dell’Iva va sterilizzato perché avrebbe conseguenze potenzialmente letali sulla nostra economia, portando a un aumento dei prezzi che nuocerebbe ai consumi e riducendo di conseguenza i ricavi. Oggi più che mai gli imprenditori per poter tornare a investire avrebbero bisogno di risposte e sicurezze, che, con l’attuale quadro politico, non ci sono. Un punto è chiaro, a tutti ma in particolare a noi imprenditori: le incertezze frenano qualsiasi investimento», prosegue Valerio nella sua analisi. «La Legge di Stabilità 2018 ha previsto l’ennesimo rinvio al domani delle correzioni alla spesa pubblica che si sarebbero dovute fare ieri. E, purtroppo non c’è da essere ottimisti osservando qual è la situazione attuale».

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