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Mercoledì, 19 Giugno 2024

Lavoratori in protesta al Bo: «Serve un adeguamento dei salari»

Mercoledì 29 e giovedì 30 maggio i lavoratori dell’azienda SAF srl, titolare del contratto d’appalto con l’Università degli Studi di Padova per l’adempimento dei servizi di trasloco e facchinaggio, sono in sciopero per rivendicare soprattutto migliori condizioni retributive

Mercoledì 29 e giovedì 30 maggio i lavoratori dell’azienda SAF srl, titolare del contratto d’appalto con l’Università degli Studi di Padova per l’adempimento dei servizi di trasloco e facchinaggio, sono in sciopero per rivendicare migliori condizioni retributive, la stabilizzazione dei contratti a termine e a chiamata, l’applicazione del CCNL della logistica al posto del CCNL delle pulizie – multi servizi, maggiore trasparenza nei cedolini paga. «I lavoratori che percepiscono retribuzioni lorde che vanno dai 1273 euro ai 1314 euro, hanno valutato negativamente l’esito dell’incontro sindacale di lunedì 27 maggio, ritenendo insufficiente la proposta economica formulata dall’azienda. I lavoratori ribadiscono la richiesta di applicazione del CCNL del Trasporto Merci logistica od in alternativa (ed in via transitoria) un significativo aumento retributivo tramite riconoscimento almeno del quarto livello del CCNL multiservizi e l’introduzione di un’indennità di mensa di 8 euro per ogni giorno lavoratori», spiegano dal sindacato. 

I lavoratori e il sindacato Adl Cobas ritengono positiva l'apertura a una trattativa a un rinnovo dei contratti, ma è fondamentale un adeguamento delle retribuzioni. «Riteniamo fondamentale ottenere forti aumenti salariali per i lavoratori di SAF, che garantiscano retribuzioni orarie di almeno 9 euro l’ora. Chiediamo inoltre il pagamento dell’indennità trasferta per gli autisti, la regolare distribuzione dei DPI e la pulizia degli ambienti adibiti a spogliatoio e a mensa. Oggi siamo di fronte all’Università degli Studi di Padova, in quanto committente, per chiedere formalmente l’apertura di un tavolo con tutte le parti coinvolte: riteniamo che l’Università non solo debba vigilare sugli appalti, ma debba garantire standard retributivi e d’impiego dignitosi», concludono da Adl Cobas. 

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