Cisl Padova: «Prepariamoci ad affrontare i cambiamenti nel mondo del lavoro»

La segretaria organizzativa Francesca Pizzo chiede regole chiare per lo smart working e illustra i progetti del sindacato nel campo della formazione e dell’orientamento

La crisi economica e finanziaria innescata dal Covid-19 è destinata a modificare profondamente il nostro sistema produttivo, il modo di lavorare, di spostarsi, di fare acquisti. «In questo contesto è necessario definire i tempi e i modi per gestire questa fase particolarmente delicata – dice la segretaria organizzativa della Cisl Padova Rovigo Francesca Pizzo –attraverso il confronto sul territorio con istituzioni e parti datoriali, e prepararsi ad affrontare i futuri scenari del mondo del lavoro. Uno dei settori destinati a trainare la difficile ripartenza del sistema economico è certamente l’e-commerce».

Le opportunità del territorio

Secondo dati recenti, dall’inizio dell’anno ad oggi i consumatori online in Italia sono aumentati di 2 milioni, 1,3 dei quali passati a questa modalità di acquisto durante l’emergenza sanitaria. Per questo settore si prevede un aumento in tutto il mondo del 55%. Gli incrementi più consistenti delle vendite online, secondo le proiezioni, già verificate nel mese di marzo, ha interessato i prodotti per animali (+154%), i cibi freschi e confezionati (+130%), i prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%). «Già prima dell’emergenza Covid-19 – commenta Pizzo – avevamo valutato la presenza di Amazon come un’opportunità per il Polesine, con particolare attenzione anche alle condizioni contrattuali e sindacali, alla quale ci auguriamo si aggiunga l’apertura di Ikea. A maggior ragione in questa situazione lo stabilimento di Castelguglielmo, che pare aprirà a settembre, rappresenta un’importante occasione di occupazione. Non a caso è già in corso la ricerca del personale per le figure medio-alte. Il sindacato aveva proposto, come già anticipato nei mesi scorsi e poi sospeso a causa del Covid-19, percorsi formativi rivolti ai cittadini di San Bellino e Castelguglielmo studiati per la formazione di figure professionali inseribili nelle importanti realtà produttive che andranno a insediarsi sul territorio».

La formazione a distanza

La Cisl Padova Rovigo – aggiunge Francesca Pizzo – ha ridefinito un percorso dagli esiti già  positivi per gli ottimi risultati ottenuti in altri Comuni, che partiva da una formazione dedicata agli aspetti della comunicazione, rafforzandone le soft skills, e proseguendo con una parte più corposa di orientamento al lavoro nei termini di produzione di un curriculum vitae e della buona riuscita di un colloquio di lavoro, da svolgersi a distanza, tramite collegamento con piattaforme di videoconferenza. L’emergenza Covid ci ha spinto a correggere il tiro aggiungendo un modulo formativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sullo stress lavoro correlato da Covid-19. Si tratta di due temi profondamente collegati, in quanto la questione della sicurezza si è imposta negli ambienti di lavoro provocando situazioni di stress sia per i cambiamenti improvvisi che per la necessità dei lavoratori di adeguarsi alle nuove regole ed in particolare all’utilizzo dei dpi. Per intervenire in questa direzione stiamo inoltre definendo un progetto pilota composto da un pacchetto formativo a distanza dedicato ai nostri delegati sui temi della sicurezza, dello smartworking e della capacità di rapportarsi positivamente ai cambiamenti in atto».

Come cambia il lavoro

Più in generale, è necessario prepararsi a un cambiamento profondo del sistema produttivo. «I dati sulle conseguenze del lockdown sulle attività produttive ci inducono a prevedere l’esigenza di una riqualificazione delle figure professionali». Ma come possiamo definire le nuove modalità di lavoro che il Covid-19 ha imposto? «Pur comprendendo tutte le difficoltà del momento, ad essere premiata sarà l’abilità manageriale delle aziende e la capacità dei lavoratori di potersi e sapersi riqualificare. Ben vengano quindi anche i nuovi bandi regionali, primo fra tutti Il Veneto per le donne». Il bando finanzia una serie di progetti formativi con l’obiettivo di accompagnare le donne verso una valorizzazione dei percorsi professionali, fornendo loro strumenti per la partecipazione al mercato del lavoro. La Cisl Padova Rovigo si sta attrezzando con i propri servizi di politiche attive per il lavoro con partnership sul territorio, funzionali alla riqualificazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, con la forte collaborazione con Ial-Anapia Veneto. L’orientamento al lavoro è una delle sfide che il sindacato intende affrontare insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti. «Oltre all’e-commerce – aggiunge Pizzo – un altro settore che nel prossimo futuro dovrà colmare una carenza di personale più volte denunciata dal nostro sindacato è quello della sanità, con ampio spazio per diverse figure professionali e in particolare per gli operatori socio-sanitari. Negli ospedali e altre strutture sanitarie venete ne mancano circa 1500. Si tratta di un ambito che potrà essere un buon punto di arrivo per alcune professionalità provenienti dai settori che hanno subito più pesantemente le ricadute della crisi, come quello turistico».

Smart working

Per evitare che i nuovi strumenti con i quali si sta affrontando l’emergenza si affermino in assenza di regole chiare, la Cisl Padova Rovigo ritiene indispensabile aprire un’approfondita riflessione sullo smart working. «Sulle modalità del lavoro a distanza – spiega Francesca Pizzo – diventa indispensabile conoscerne i numeri che purtroppo non sono oggettivamente riscontrabili perché manca un sistema nazionale di raccolta dati e di verifica e perché l’emergenza ha di fatto attivato smart working ufficiali e ufficiosi senza la necessità di accordi. In questo contesto non ci sono regole chiare e confini definiti tra ciò che è smart working e ciò che è vita personale. La Cisl è impegnata a far sì che questa modalità di lavoro, prima fortemente osteggiata e impossibile da attuare per molte aziende, venga ridefinita con regole più chiare, basate sugli obiettivi e non sugli orari di lavoro e che venga previsto un upgrade per le soluzioni più innovative vista la necessità del momento che comunque sarà propedeutica. Mancano ancora gli strumenti, dei quali anche le aziende si devono dotare per mettere i lavoratori nella condizione di applicarlo. Per la gestione dell’innovazione tecnologica potrà essere uno strumento utile anche il welfare contrattuale, che nelle aziende di Padova e Rovigo è presente ancora in quantità residuale e spesso legato ad aspetti marginali, come i buoni spesa. Ci aspettano grandi sfide. Sarà indispensabile un importante lavoro di squadra con istituzioni e associazioni datoriali per superare una crisi dai contorni e dai tempi di uscita ancora purtroppo poco definiti e poco precedibili».

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