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Limena: la Fiom proclama otto ore di sciopero alla Zilmet

«La situazione in azienda è decisamente fuori controllo - fanno sapere dalla Fiom - da oltre un anno e diverse situazioni rendono la vita lavorativa davvero difficile per i dipendenti della Zilmet»

Sono state stabilite per venerdì 30 aprile 2021 8 ore di sciopero con presidio a partire dalle 7.30 fino alle 12.30 davanti allo stabilimento di Via del Santo n° 242 a Limena. «La situazione in azienda è decisamente fuori controllo - fanno sapere dalla Fiom - da oltre un anno e diverse situazioni rendono la vita lavorativa davvero difficile per i dipendenti della Zilmet. Dall’inizio della pandemia l’azienda ha interrotto le relazioni sindacali e non rispetta gli accordi vigenti fra organizzazioni sindacali e Federmeccanica che regolamentano le agibilità sindacali tanto che l’azienda non consente neppure alle RSU di riunirsi all’interno degli stabilimenti, non concede gli spazi necessari per le Assemblee. Oltre a questo espone nelle bacheche e fa recapitare ai dipendenti comunicazioni unilaterali che vanno anche in netta contrapposizione con gli accordi sottoscritti e con il regolamento in atto, il tutto condito da toni minatori nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici».

Violenza verbale

«Anche per quanto riguarda la gestione del Covid e delle commissioni l’azienda ha lasciato molto a desiderare, non comunicando per quasi un anno i dati di contagio, arrivando addirittura ad avvertire, a riunione già iniziata, le RSU della Fiom a Limena dello svolgimento dell’incontro del comitato Covid, nonostante le richieste reiterate di aggiornamento sulla situazione generale dell’azienda in merito al numero di lavoratori in malattia o in quarantena a causa del Covid. Tuttora i lavoratori - evidenzia Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova - lamentano situazioni problematiche rispetto alla pulizia e all’igiene degli stabilimenti di Limena, oltre ad esserci una continua sottovalutazione della situazione pesante per quanto riguarda i carichi di lavoro, con numerosi lavoratori che hanno limitazioni fisiche che stanno anche determinando la definizione di malattie professionali riconosciute. Nello stabilimento di via Colpi, inoltre, ci sono stati da parte del direttore dello stabilimento molti episodi di violenza verbale nei confronti di lavoratrici e lavoratori, insultati e ripresi, fino alle lacrime, con urla e accuse immotivate davanti ai colleghi e alle colleghe nello sbigottimento generale».

Accordi

«Non è possibile accettare oltre questa situazione - ammonisce Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova - I lavoratori chiedono e meritano rispetto da parte della ditta, non solo perché è il minimo che ci si aspetta in un rapporto corretto fra dipendenti e datori di lavoro, ma soprattutto perché i lavoratori, le RSU e noi della Fiom siamo sempre stati aperti e disponibili al dialogo e al confronto. Dialogo e confronto che l'azienda rifiuta fermamente e senza motivazioni plausibili nonostante l’impegno continuo di lavoratrici e lavoratori a venir incontro alle richieste di sacrificio espresse dall’azienda sia in passato che tuttora che in futuro. Ma a fronte di questa disponibilità non è più possibile accettare tale mancanza di rispetto della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Come Fiom chiediamo il rispetto degli accordi che abbiamo sottoscritto, che vengano ripristinati sia i diritti dei lavoratori che le basilari relazioni sindacali e che l’azienda la finisca di muoversi unilateralmente come se i lavoratori fossero solo pedine da muovere e usare a proprio piacimento».

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