I macellai Ascom in trasferta nelle zone terremotate del modenese

Hanno consegnato ad un collega che ha riaperto l’attività in un container una mezzana di sorana

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Trasferta solidale per il Gruppo Macellai Ascom Padova. Il sindacato macellai di Ascom Confcommercio Padova, rappresentato dal presidente Francesco Canton e dal vice presidente Albano Beghin ha consegnato, nei giorni scorsi, una mezzana di sorana a Paolo Ghidoni titolare di una macelleria di Rovereto sulla Secchia, paese colpito dal terremoto. Presente all’incontro anche il presidente dei macellai della Confcommercio di Modena Adelmo Alberghini.

La macelleria di Ghidoni ha riaperto i battenti in un container dopo i crolli provocati dal terremoto nel centro storico della cittadina modenese. “La situazione – ha dichiarato Francesco Canton – è ancora molto grave anche se nessuno ne parla e le telecamere dei grandi network televisivi si sono spente da tempo sul dramma del terremoto. Purtroppo a Rovereto come negli altri paesi dell’epicentro del sisma di maggio/giugno ci sono ancora persone senza casa, le attività commerciali sono ferme anche se qualcuno, come il collega Ghidoni, non ha voluto lasciare tempo al tempo, si è rimboccato le maniche, si è comprato il container e ha così potuto riaprire da qualche giorno”.

Un’esperienza toccante, quella dei macellai padovani in terra modenese, comunque bellissima sotto il profilo dei rapporti umani. “Personalmente – ha concluso Canton – mi sono ripromesso di lanciare un appello affinchè la drammatica esperienza di queste popolazioni, dopo l’interesse dei primi giorni, non finisca nel dimenticatoio: ricordiamoci di questa gente e ricordiamocene in maniera concreta. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo pensato di far bene consegnando materia prima e non soldi anche per evitare, come purtroppo troppo spesso accade, che coi denari, ma sulla pelle della gente, ci sia qualcuno che speculi”.

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