Flette ancora il mercato delle auto: -21,50% a giugno, -47,16% nei primi 6 mesi del 2020

Ghiraldo (Concessionari auto Ascom Confcommercio Padova): «Per evitare la gelata autunnale serve urgentemente una scossa da parte del governo»

Rispetto ai mesi precedenti non c’è paragone, come ad esempio il minimo storico delle 76 vetture immatricolate in provincia di Padova ad aprile. A giugno sono state immatricolate 2.089 vetture. Il problema, sottolinea Ascomp, è che rispetto ad un anno fa siamo ad un -21,50% che è un risultato negativo ma comunque meno negativo di quello delle altre province venete che, se si esclude Belluno che ferma la caduta al -18,14%, sono al -22,94% (Treviso), al -24,73% (Venezia), al -25,49% (Verona), al -26,40% (Rovigo) e al – 31,29 (Vicenza).

Fase critica

«Purtroppo la fase critica continua – commenta Massimo Ghiraldo, presidente dei concessionari auto dell’Ascom Confcommercio di Padova – e il calo delle immatricolazioni di autovetture nuove registrato anche a giugno è l’onda meno accentuata ma pur sempre drammatica di quanto registrato nei mesi precedenti e conferma lo stato di sofferenza del mercato automobilistico causato dal virus. Il fatto che siamo passati dal quasi 100% circa di aprile alla perdita di giugno che è un po’ più bassa del valore medio nazionale (-23%) e anche di quello regionale (-25,19%) ma che rappresenta pur sempre un quinto dell’immatricolato di un anno fa, non deve assolutamente far pensare ad un miglioramento del mercato, ma il risultato è attribuibile esclusivamente al recupero di immatricolazioni di auto nuove ordinate prima del lockdown».

Semestre pessimo

E che di mercato ancora critico si sia costretti a parlare, lo conferma il valore, in percentuale, dell’immatricolato del primo semestre del 2020 che si fissa, per Padova e provincia, ad un -47,16%, secondo peggior risultato regionale dopo il -47,61% di Venezia. Ma veniamo ai singoli marchi, quasi tutti in flessione più o meno marcata ad esclusione di Alfa Romeo (+14,29% giugno 2020 su giugno 2019), Mercedes (+2,17%), Seat (+6,67%), Skoda (+3,33%), e Toyota (+2,27%). Non male anche Fiat che chiude con un onorevole -3,80%. Curioso, ma non più di tanto se consideriamo il trasferimento temporale dal periodo del lockdown, i dati di Ferrari (3 auto rispetto alle 2 di un anno fa) e soprattutto Porsche (46 contro 27, pari ad un +70,37%). «Di sicuro – conclude il presidente dei concessionari dell’Ascom Confcommercio – il mercato non può riprendersi con le sole offerte promozionali che i vari brand hanno messo in campo e va tenuto in debito conto che si avvicina a grandi passi la gelata autunnale. Per cui serve una scossa da parte del governo».

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