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Un negozio Mercatone Uno svuotato

Un negozio Mercatone Uno svuotato

Mercatone Uno, "game over": 35 negozi al capolinea, due a Padova

Annunciata la "sospensione temporanea delle attività di circa 35 punti vendita entro il 15 giugno e l'adozione della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori". In provincia, le sedi di Curtarolo e Tribano

Capolinea per 35 punti vendita della catena di negozi Mercatone Uno, colpita duramente dalla crisi e dalla concorrenza del settore. Dopo gli scioperi per chiedere chiarezza sul futuro occupazionale dei lavoratori padovani e veneti, davanti alle sedi di Curtarolo e Noventa Padovana, l'azienda ha comunicato in una nota la "sospensione temporanea delle attività di circa 35 punti vendita entro il 15 giugno e l’adozione della cassa integrazione straordinaria per tutti i lavoratori". Nel Padovano, a chiudere sembra saranno gli stabilimenti di Curtarolo e Tribano, che contano in totale circa 70 lavoratori.

CHIUDONO 35 NEGOZI. Mercoledì scorso, al ministero dello Sviluppo economico, si è svolto infatti il secondo incontro tra i commissari straordinari - nominati dallo stesso Ministero nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria avviata il 7 aprile scorso per sei delle società del Gruppo Mercatone Uno - e le organizzazioni sindacali. Il primo era stato lo scorso 11 maggio al ministero del Lavoro: in quell'occasione era stato sottoscritto l’accordo per la concessione della cassa integrazione straordinaria per i 3.071 dipendenti della società M. Business S.r.l., che detiene la gestione dei 78 punti vendita dell’insegna sul territorio nazionale.

LA COMUNICAZIONE DELL'AZIENDA. "Nel corso della riunione i commissari hanno confermato la situazione di grave difficoltà economico-finanziaria del Gruppo che, in attesa di poter accedere alle garanzie statali per le grandi imprese, può disporre di risorse finanziarie molto limitate - si legge nella nota pubblicata dall'azienda - per questo motivo è stata preannunciata la sospensione temporanea delle attività di circa 35 punti vendita entro il 15 giugno 2015 e l’adozione della cassa integrazione straordinaria, oggetto del precedente accordo, per tutti i lavoratori dei negozi coinvolti. I commissari, tuttavia, ritengono che, subordinatamente all’auspicato reperimento delle necessarie risorse finanziarie, possa riattivarsi, entro la fine del corrente anno, una consistente parte dei punti vendita che verranno sospesi e ritrovare così un equilibrio di cassa tale da consentire una gestione economica degli stessi. Il collegio commissariale ha ribadito, infine, la ferma intenzione di voler porre in essere tutte le iniziative possibili per garantire la continuità del Gruppo, lavorando con il massimo impegno e mantenendo come obiettivo primario la salvaguardia dei livelli occupazionali".

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