Economia

Mercatone, concordato preventivo A Padova 120 dipendenti a rischio

L'azienda della distribuzione di arredo e casalinghi ha presentato l'istanza. Tre i punti vendita presenti nella provincia euganea: Curtarolo con 42 lavoratori, Noventa Padovana con 52 e Tribano con 25

La storica azienda della distribuzione organizzata del mobile, complementi di arredo e casalinghi, che conta 79 punti vendita in tutta Italia con circa 3.500 dipendenti, ha presentato istanza di concordato preventivo "in bianco". Mercatone Uno era presente in Veneto con 11 punti vendita che davano lavoro a 382 dipendenti. Oggi i punti vendita si sono ridotti a 7 e i dipendenti sono 287 dipendenti: a Carre' 26 dipendenti, a Castelfranco Veneto 37, a Curtarolo 42, a Legnago 49, a Noventa Padovana 52, a Occhiobello 56, a Tribano 25. Oltre un anno fa sono stati chiusi 3 punti vendita (Chioggia, Mogliano Veneto e Badia Polesine) con un totale di 65 dipendenti attualmente in cassa integrazione, in attesa di essere ricollocati. Qualche mese fa poi è stato chiuso anche il punto vendita di Sommacampagna, nel Veronese, che occupava altri 30 dipendenti, attualmente in cigs.

120 POSTI A RISCHIO A PADOVA. Nei tre stabilimenti dislocati nella provincia di Padova sono 120 i lavoratori a rischio. "Purtroppo la notizia non ci ha sorpreso - dichiarano, in un comunicato congiunto, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - poiché avevamo già compreso negli ultimi mesi che la situazione aziendale stava rapidamente degenerando. Negli ultimi tre anni abbiamo sottoscritto accordi sindacali per l'utilizzo dei contratti di solidarietà, che dovevano avere lo scopo di consentire un processo di riorganizzazione dei punti vendita, tale da rilanciare l'azienda e renderla competitiva e contenere, al contempo, il costo del lavoro per salvaguardare l’occupazione".

TAVOLO DI CONCERTAZIONE E STATO DI AGITAZIONE. "Non abbiamo avuto informazione alcuna circa le ricadute che l'istanza di concordato preventivo potrà avere sui dipendenti - proseguono le tre sigle sindacali - e non abbiamo alcuna informazione sul piano industriale che dovrà necessariamente essere presentato al tribunale di Bologna. Vi sono inoltre da affrontare le immediate ricadute su lavoratrici e lavoratori, ad esempio il pagamento della cigs per i lavoratori dei punti vendita Tre Stelle e Mercatone Business chiusi solo alcuni mesi fa, il pagamento della solidarietà per tutti gli altri lavoratori. È per questo che riteniamo necessaria l'apertura di un tavolo sia con l'azienda che con le massime istituzioni, a cui chiederemo di farsi garanti della salvaguardia di lavoratrici e lavoratori. A sostegno delle giuste istanze dei dipendenti del gruppo Mercatone Business, proclamiamo lo stato di agitazione, riservandoci di promuovere ogni eventuale iniziativa di mobilitazione".

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