Economia

Boom dei crediti, impennata del 17,9% di richieste di mutui tra i padovani

Salgono i numeri rispetto allo stesso semestre del 2020 quando arrivò il coronavirus. La media del prestito richiesto è di 136mila euro, ma prima della città del Santo c'è Verona

Crescono le richieste di credito e mutui da parte delle famiglie padovane. L’ultimo aggiornamento del Barometro CrifF, che rileva l’andamento delle istruttorie relative a prestiti e mutui relativi alle famiglie, nei primi 6 mesi dell’anno evidenzia una dinamica decisamente positiva rispetto al corrispondente semestre del 2020, quando i volumi avevano subito un pesante ridimensionamento a causa della pandemia. Buonu numeri, ma bassi rispetto alle altre province venete

I numeri

Nello specifico, per quanto riguarda i mutui si registra una crescita complessiva delle richieste pari a +17,9%, con una media di 136mila euro. Se allarghiamo i numeri all'intera regione, ci accorgiamo di come nel primo semestre 2021 il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe ha fatto segnare un eloquente +21,8 % rispetto allo stesso periodo del 2020. Nello specifico, il comparto beneficia della vivacità dei mutui con finalità d’acquisto, a conferma della centralità della casa nei progetti delle famiglie sostenuta da condizioni di mercato ancora molto vantaggiose, mentre le surroghe, dopo aver trainato il comparto negli anni precedenti, riflette la progressiva riduzione del numero di mutui che ancora potrebbero scontare condizioni più convenienti L’aumento è generalizzato con una accentuazione nelle province di Rovigo e Vicenza, che fanno segnare rispettivamente un +30,9% e +25,1%. Per quanto riguarda Venezia, invece, l’aumento è stato del +24,7% mentre la crescita più contenuta in Regione si registra proprio a Padova e Belluno (+12,4%). Padova però è seconda solo a Verona nella media degli importi richiesti. Gli scaligeri guidano la classifica con 145.548 euro mediamente richiesti. Ultima è Rovigo con 109.962 Euro.

Crif

«La positiva performance delle richieste di credito da parte delle famiglie va letta come un naturale rimbalzo rispetto al corrispondente periodo del 2020, fortemente condizionato dall’esplosione dell’emergenza pandemica, sostenuto anche da un migliorato clima di fiducia e dal consolidamento della ripresa economica che stanno stimolando i consumatori a pianificare impegni di spesa che erano stati congelati a causa dell’incertezza» commenta Simone Capecchi, Executive Director di Crif «mentre per il prosieguo dell’anno ci attendiamo un ulteriore consolidamento della domanda di credito. Le politiche di erogazione potrebbero farsi più selettive a fronte dell’atteso peggioramento della rischiosità del comparto nel momento in cui gli interventi straordinari e le misure di sostegno alle famiglie dovessero essere sospese».

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