Negli ultimi quattro anni boom di assunzioni di under 30 in agricoltura nella provincia di Padova

I dati (fonte Veneto Lavoro) dimostrano che in provincia di Padova c’è ancora molta domanda di giovani nel primario, nonostante il covid. Cia Padova: «Oggi più che mai il settore è strategico»

Negli ultimi quattro anni boom di assunzioni di under 30 in agricoltura nella provincia di Padova. Il saldo fra nuovi rapporti di lavoro e cessazioni registra un + 1.045 dal 2016 al primo semestre del 2020. Stando ai dati di Veneto Lavoro, il trend in costante crescita è iniziato proprio nel 2016 (+125 unità); nel 2017 il saldo ha toccato quota +185, nel 2018 +175. E ancora: +200 nel 2019 e +360 nel solo primo semestre del 2020, nel pieno dell’emergenza covid e del conseguente lockdown durato due mesi.

Agricoltura

«L’incremento dell’occupazione dipendente, diretta conseguenza delle trasformazioni in atto nel settore ed in particolare del processo di crescita dimensionale delle aziende agricole – illustra in un report Veneto Lavoro - è collegata ad un maggior utilizzo di manodopera extra-familiare. Anche in forma saltuaria, soprattutto per le attività di raccolta stagionali. All'aumentare delle assunzioni dei giovani si è verificato un contestuale incremento delle cessazioni dei rapporti di lavoro; tuttavia, come detto, il saldo, è rimasto più che positivo. La stessa tendenza, vale a dire la crescita di lavoratori neodiplomati o neolaureati, si è osservata pure negli altri settori, in particolare nell’industria e nei servizi. Tranne che nel 2020: i comparti extra-agricoltura hanno registrato volumi molto inferiori se confrontati con gli anni precedenti. Un dato paradigmatico in tal senso è il saldo negativo assunzioni/cessazioni, -1.225, nel segmento dei servizi nel secondo semestre dell’anno in corso. Ovvero: l’agroalimentare ha continuato a “tirare”, mentre il resto del mondo produttivo ha accusato le prime contrazioni».

Numeri

«Numeri e valori che ci impongono una seria riflessione – sottolinea il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini – In primo luogo l’agroalimentare sta dimostrando di essere strategico sotto ogni punto di vista». In questo particolare contesto storico, aggiunge, «vi è bisogno di ragazzi e ragazze adeguatamente formati, in grado di dare un valore aggiunto alle 11.740 aziende agricole padovane iscritte nel registro della Camera di Commercio. Dal nostro osservatorio constatiamo che le assunzioni sono in crescita in relazione alle filiere enologiche, biologiche e delle produzioni Dop e Igp, oltre che alle attività legate al turismo e al sociale. Il ricambio generazionale in agricoltura rappresenta una delle maggiori necessità e sfide e viene riconosciuto come prioritario nell’agenda politica dell’UE. Nei mesi scorsi, peraltro, la Commissione Europea ha lanciato la strategia “A Farm to Fork, dal produttore al consumatore per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente». In tal senso, fra gli obiettivi della nuova Pac, Politica agricola comune post 2020, «occorre aiutare i giovani agricoltori ad avviare una propria attività, mediante il tutoraggio da parte di quelli più anziani e un migliore trasferimento delle conoscenze da una generazione all'altra o la definizione di piani di successione».

Futuro

«Nell’immaginario collettivo – conclude Antonini - si sta diffondendo un’enorme preoccupazione rispetto al futuro del mercato del lavoro. I dati chiariscono che ci sono ancora dei margini per quei giovani che si vogliono mettere in gioco nel primario». Fra le proposte avanzate da Cia, infine, «uno snellimento dell’attuale impianto del lavoro accessorio, da ultimo anche con un emendamento al Dl Semplificazioni, con l’obiettivo di permettere alle imprese agricole di reperire manodopera facilmente e velocemente, come avveniva in passato attraverso il voucher, soprattutto per fronteggiare situazioni emergenziali».

veneto campagna verde natura-2

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