Ogm, i consumatori temono conseguenze per la salute

Coldiretti Padova: diciamo no a chi intende sminuire il nostro impegno per la qualità

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

I consumatori non vogliono saperne dei prodotti geneticamente modificati, troppo alti i timori per la salute. Eppure c’è ancora chi, anche nel nostro territorio, spinge per sminuire l’impegno dei produttori per la qualità e la sicurezza alimentare a favore di produzioni anonime.

Coldiretti Padova è perentoria: “su questo fronte non possiamo cedere, sarebbe come dare il via libera ad una sorta di deregulation in campagna che porterebbe nel giro di breve tempo alla scomparsa delle peculiarità di eccellenza che contraddistinguono la nostra produzione. Per fare un esempio – prosegue l’organizzazione agricola padovana - non possiamo accettare i tentativi più o meno maldestri messi in atto in questi giorni di raccolta del mais da parte di alcuni esponenti del settore commerciale intenzionati a sminuire la qualità del prodotto, accampando ogni genere di scusa, per poi trarne il massimo profitto in un secondo momento. Contrasteremo fino in fondo questa strategia intimidatoria che aprirebbe una stagione oscura per il settore dei seminativi e dei cereali, offrendo di fatto il fianco a chi vuole introdurre anche in Italia le coltivazioni Ogm. Mettendo in discussione la qualità e la resa del prodotto attuale, infatti, si renderebbe il gioco più facile ai sostenitori delle sementi geneticamente modificate come soluzione a tutti i problemi. Peccato questa sia conveniente solamente per chi produce le sementi e non certo per i coltivatori, ai quali la speculazione interessa ben poco. Non dimentichiamo inoltre che in primo luogo proprio i cittadini non vogliono sentire parlare di Ogm”.

Il 71 per cento degli italiani che ritengono il cibo biotech meno salutare di quello tradizionale trovano ora una conferma nei risultati shock della ricerca che rafforzano la scelta dall’Italia di vietare le coltivazioni di organismi geneticamente modificati nel rispetto del principio di precauzione. Gli Ogm avrebbero un effetto tossico sugli animali e forse anche sull'uomo secondo quanto emergerebbe da uno studio sulla tossicità del mais transgenico realizzato su 200 topi da Gilles-Eric Seralini, ricercatore di biologia fondamentale e applicata all'Universita' di Caen, nel nord della Francia.

Coldiretti Padova ribadisce che il no agli Ogm è dettato da fattori economici più che da posizioni meramente ideologiche. Il “made in Italy” agroalimentare d’eccellenza, che si distingue per il legame con il territorio e la presenza da protagonisti degli agricoltori nella filiera, non può  scendere a compromessi con chi spinge per un prodotto indifferenziato e anonimo, addirittura modificato geneticamente.

“A Padova e nel Veneto stiamo andando nella direzione opposta, non senza soddisfazioni – aggiunge Coldiretti Padova – Un risultato tangibile è l’accordo con il Consorzio Agrario di Padova e Venezia per la produzione della “Farina 2 Passi”, la prima realizzata con grano del territorio, dall’origine certificata. L’intero processo produttivo, dal campo allo scaffale del punto vendita, si svolge nelle nostre terre e gli agricoltori ci mettono veramente la faccia. Con il grano o altri prodotti ogm non potrebbe essere così e i consumatori non ce lo perdonerebbero”.
 

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