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Economia

Ascom Padova, Bertin: "Legge di Bilancio senza sostegno per le imprese"

Il presidente tuona: "Vedremo come si giustificheranno in campagna elettorale"

"Adesso che prende avvio la campagna elettorale vedremo quali saranno le argomentazioni che adotteranno per giustificare un'insensibilità verso le piccole imprese che da tempo non ricordavamo". Aspetta la politica al varco della tornata elettorale il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin, una volta analizzata la legge di bilancio che "brilla" per carichi burocratici e zero sostegni alle imprese.

AUMENTO DELL'IVA E DISINTERESSE

"Pare quasi - sottolinea - che non aver aumentato l'Iva abbia "liberato" il Governo dalle responsabilità di aiutare le imprese giusto adesso che un minimo di ripresa andrebbe sostenuta in vista di nuovi investimenti. Invece niente. Anzi: ce l'hanno messa tutta per sbatterci in faccia un disinteresse che per forza di cose peseremo alle prossime elezioni". Quello di Bertin è un giudizio circostanziato: "Avevamo chiesto di poter riportare le perdite per le imprese che adottano il regime di cassa, un provvedimento sul quale avevamo persino raggiunto un accordo con l'Esecutivo, poi completamente disatteso, che graverà su oltre due milioni di imprese, almeno 20mila delle quali nella sola provincia di Padova. E poi: la mancata deducibilità totale dell'Imu sugli immobili strumentali, il rinvio dell'entrata in vigore dell'Iri che comporterà la mancata riduzione della pressione fiscale per circa 3mila imprese padovane e la non applicazione della cedolare secca sui canoni dei negozi chiusi".

CONCORRENZA SLEALE

Non si ferma il presidente dell'Ascom. "Purtroppo è da anni che non assistevamo a tanti e tali provvedimenti contro le imprese. In materia di previdenza constatiamo con sgomento il mancato ripristino dell'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale che avrebbe consentito agli esercenti, costretti a chiudere anticipatamente la propria attività, di disporre di un sostegno economico in grado di accompagnarli fino al pensionamento di vecchiaia. Ed infine, a dimostrazione che non sono nè i tempi nè le condizioni esterne ma solo la volontà politica quella che conta, l'affronto perpetrato coi distretti per il cibo con la possibilità concessa agli agricoltori di effettuare la vendita diretta dei propri prodotti, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, su aree pubbliche o private. Un provvedimento che penalizza le imprese della distribuzione e della ristorazione che vedono invadere il proprio campo da una concorrenza sleale che vantando norme a dir poco "compiacenti" altera il principio che vorrebbe norme uguali per mestiere uguale". 

NESSUNO SCONTO

"Di fronte a tutto questo – conclude il presidente dell'Ascom Confcommercio padovana - non possiamo fare altro che garantire che in sede di campagna elettorale chiederemo conto di quanto avvenuto pretendendo risposte precise a domande precise. Senza sconti per nessuno".

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