Pane fresco distinto da quello surgelato: nuova legge regionale

In provincia di Padova sono 300 le aziende della panificazione. Stando agli ultimi dati rilevati dal centro studi della Camera di Commercio, il calo medio delle vendite dei panifici “veri”, sfiora il 35%

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Finalmente una buona notizia. Patrizio Navarin, presidente dei panificatori CNA Padova, aggiunge grinta al suo solito connaturato ottimismo, nonostante la grave crisi del settore. Qualche giorno fa è stato approvato il progetto di legge regionale n° 305 che definisce e distingue il prodotto pane fresco da quello surgelato. Finalmente il consumatore dovrà essere informato se quello che metterà sotto i denti, sarà pane fresco o “vero” o pane surgelato. Sarà obbligo del rivenditore inoltre, informare il consumatore della provenienza del prodotto, come sia preparato il pane e dove è stato lavorato” prosegue Navarin.

Verranno riconosciuti panifici DOC soltanto quelli che risponderanno ai requisiti stabiliti dalla nuova legge e soltanto se avranno determinate caratteristiche, se utilizzeranno materie prime di una certa qualità. Chi lavora il pane dovrà rispondere a requisiti professionali specifici. Solamente i panifici che potranno RISPONDERE dunque a tutta una serie di nuove normative, potranno scrivere nella loro vetrine: QUI SI VENDE SOLO PANE FRESCO. In sintesi, questo viene considerato il primo passo verso il tanto desiderato obiettivo dei panificatori padovani di avere il loro marchio di qualità. Il primo passo anche verso la sconfitta della grave crisi che da due anni sta massacrando i panifici artigianali.

In provincia di Padova sono 300 le aziende della panificazione. Stando agli ultimi dati rilevati dal centro studi della Camera di Commercio, il calo medio delle vendite dei panifici “veri”, sfiora il 35%. E’ vero che tutto il comparto alimentare ha subito una battuta d’arresto, però in percentuale molto meno pesante. Vero anche che i panificatori non erano mai caduti così in “basso”. Il progetto di legge prevede anche l’istituzione di un registro delle tipicità venete. “Su questo punto CNA Unione alimentare, chiede di essere convocata dalla Regione per concertare e discutere i requisiti che si dovranno stabilire per definire il marchio di forno di qualità e soprattutto per chiarire a quali caratteristiche dovrà rispondere il registro regionale delle specialità tipiche del Veneto. Chiediamo di essere convocati per definirne l’elenco e le modalità di preparazione delle stesse.

Insomma, una riforma non da poco per la categoria. “A breve riunirò il direttivo degli alimentaristi per predisporre già alcune nostre proposte da presentare alla Regione”. continua Navarin. Le novità relative ai percorsi formativi, professionali e di aggiornamento obbligatori, introdotti dalla legge (insomma, panificatore imprenditore oggi non ci si improvvisa più…), costituiscono anch’esse un punto di grandissimo rilievo per cui esclamare, “finalmente”. La legge punirà chi mancherà al rispetto dei requisiti dell’arte panificatoria e dei relativi obblighi formativi.

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