Patata dolce di Anguillara: boom di produzione e qualità in questo 2020

+50 rispetto al 2019, per un fatturato di oltre 2 milioni di euro. Cia Padova: «Le eccellenze devono venire valorizzate: così ci sono ritorni economici per l’intera collettività»

E’ la seconda giovinezza della patata americana. Quest’anno l’eccellenza di Anguillara sta battendo ogni record in termini di quantità e qualità. 60 gli ettari vocati fra la stessa Anguillara e Stroppare, per un totale di 10mila quintali prodotti (+50% rispetto al 2019). Una quarantina le imprese agricole della zona che si dedicano a tale coltura, per un fatturato complessivo di oltre 2 milioni di euro. «L’annata è ottima – fa sapere Germano Fantin, uno degli storici produttori del paese – A maggio, momento clou, è andato tutto liscio. Non come nello stesso mese del 2019, allorché ha piovuto quasi ogni giorno».

La raccolta

La raccolta è iniziata lo scorso 19 agosto e, da tradizione, andrà avanti fino alla metà di ottobre. Questa primizia, peraltro, si sta facendo sempre più conoscere ed apprezzare pure dagli stranieri, in particolare romeni, polacchi e cinesi che lavorano in Veneto. «Non le trovano nei loro Paesi d’origine – spiega Fantin – La considerano una sorta di novità». La patata “merica” è stata importata dal Brasile all’inizio del Novecento dai primi emigrati che sono rientrati a casa. Particolarmente adatti i terreni alluvionali, resi coltivabili grazie ad importanti opere di bonifica, sulle sponde del canale Gorzone. Si tratta di un prodotto di cui non si butta niente: gli scarti, infatti, vengono dati come “mangime” alle vacche o ai suini. La patata americana dolce di Anguillara Veneta può essere servita lessa o arrostita. Esistono poi diversi piatti a base di “ipomoea batatas”: gnocchi, pasticci, risotti, perfino una torta simile ad una crostata. Da venticinque anni, inoltre, il territorio sta portando avanti una politica finalizzata alla valorizzazione di tale tipicità. «Non è più una coltivazione marginale – conclude Fantin – ma una fonte di reddito sui cui vale la pena scommettere».

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Potenzialità

«L’area della Bassa Padovana possiede delle grandi potenzialità a livello di agricoltura – commenta il presidente di Cia Padova, Roberto Betto – La patata americana ne è un esempio. Desideriamo dare il nostro contributo al fine di divulgare, pure al di fuori dei confini provinciali, le eccellenze e le buone pratiche che qui vengono portate avanti con tanta passione e dedizione da parte degli imprenditori agricoli. Certi prodotti non possono rimanere nascosti; al contrario, vanno fatti conoscere all’esterno. Così si innesca un circolo economico virtuoso che va a ricadere a favore di tutta la collettività».

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