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Dopo il no dei baristi padovani, il Comune apre: "Patente facoltativa"

Appe ed esercenti avevano contestato in primis l'obbligarietà di adesione all'iniziativa, nonché il suo inserimento all'interno del regolamento. L'amministrazione disposta al compromesso, ma solo per i locali del centro

L'amministrazione comunale pronta a scendere a compromessi. Dopo la dura reazione di Appe e baristi padovani, l'assessore Eleonora Mosco apre ad una trattativa con gli esercenti. Questione dolente, la discussa patente a punti per i locali del centro e dei quartieri.

PATENTE "FACOLTATIVA". Cinquanta baristi padovani si sono riuniti nelle scorse ore e hanno rigettato all'unanimità la bozza del regolamento che riguarda l’attività di somministrazione di alimenti e bevande per il triennio 2015-2017. A mandare su tutte le furie i commercianti, due punti in primis: l'obbligatorietà della patente, quando in una prima fase si era parlato di adesione "facoltativa", e l'inserimento della stessa all'interno del regolamento. Secondo gli esercenti, infatti, la patente dovrebbe essere una possibilità, per venire incontro alle esigenze delle attività commerciali cittadine. Per questo dovrebbe essere scorporata da quelle che invece sono le norme cui vengono assoggettati tutti i locali della città.

COMPROMESSO DELL'AMMINISTRAZIONE. L'assessore Mosco, come riportano i quotidiani locali, si sarebbe dichiarata disposta a venire incontro alle esigenze espresse dai diretti interessati, rendendo facoltativa la patente a punti (ma solo per le 40 attività del centro) per chi preferirà rimanere soggetto alle regole attuali. L'amministrazione sarebbe disposta anche ad eliminare un altro punto contestato della bozza, ovvero quello dell'obbligatorietà di apporre il logo del locale sui bicchieri. Inoltre, i premi fiscali per i "bravi" esercenti sarebbero garantiti prima dei 5 anni (altra questione sollevata da Appe).

ALTRI PUNTI RIGETTATI. Restano da chiarire ulteriori punti contestati, come l'obbligo di dotarsi di personale di vigilanza e il divieto di vendere bottiglie in vetro da asporto e le aspre sanzioni previste per i trasgressori.

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