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Lunedì, 11 Dicembre 2023
Economia

Il Presidente Cia, Trivellato: «Annata piena di ombre per la nostra agricoltura»

Cia Padova fa il punto in occasione della giornata del Ringraziamento che si celebra l’11 novembre: le rese medie delle coltivazioni scontano fino ad un -20% rispetto al 2022

Nel padovano l’annata agraria, che si concluderà formalmente il prossimo 11 novembre, giorno di San Martino e tradizionale Festa del ringraziamento, sconta un calo generale delle rese tra il 10% e il 20%. Un trend negativo causato dall’emergenza climatica, con lunghi periodi di siccità alternati a nubifragi intensissimi (oltre a temperature elevate fuori stagione, si consideri quanto accaduto a settembre e ottobre), rincari dell’energia e delle materie prime agricole. 

Secondo uno studio di Cia Padova, nel 2023 il fatturato della filiera agroalimentare padovana si attesterà intorno a 1,5 miliardi di euro. Ma, appunto, non è tutto oro quello che luccica. In primo luogo, la prolungata siccità registrata nel 2022, unita agli alti costi e al crollo di quanto viene riconosciuto agli agricoltori, hanno ridotto del 50% la semina del mais, soprattutto nell’area della Bassa Padovana. Tanto che, come precisa il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato, «quella che una volta era la principale coltura della provincia, con complessivi 30.900 ettari dedicati, nel lungo periodo rischia di ridimensionarsi notevolmente». E ancora: a seguito della grandinata dello scorso 19 luglio, nell’Alta Padovana sono state danneggiate diverse colture in pieno campo. In particolare, sono stati bastonati gli appezzamenti di mais, soia, le ortive, le viti e le serre. Sempre a causa delle incursioni dei cinghiali, la vendemmia sui Colli ha avuto dei risvolti in chiaroscuro: fino ad un -50% di produzione di uve nere e un -30% di bianche nell’area compresa fra Fontanafredda, Cinto Euganeo e Arquà Petrarca. Per quanto riguarda l’olio, sono state raccolte un 20% in più di olive nei Colli rispetto all’anno scorso; tuttavia, la produzione è scesa fino ad un -50% se il dato viene confrontato con quello di un’annata media. Non sembra andare meglio per le colture autunno-vernine, che in ottobre sono state messe sotto scacco da temperature al di sopra della media: le rese dei broccoli e delle zucche sono calate fino ad un -20%, mentre tutti i radicchi padovani tuttora non si stanno sviluppando a dovere, con riduzioni delle rese oltre il 10%. «Ormai è un dato di fatto, precisa Trivellato – I cambiamenti climatici non permettono agli agricoltori di redigere una programmazione agronomica certa». Resta infine irrisolto il tema dell’equo reddito. «Fatto 100 il valore di un prodotto sugli scaffali dei supermercati, agli agricoltori rimane soltanto il 13%. Serve una pronta risposta da parte del mondo politico al fine di salvare un settore strategico per la comunità». Da ultimo, una nota positiva: il 20% delle imprese agricole padovane sono costituite da giovani. «Un numero che ci fa ben sperare», conclude il presidente.

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