Economia

La sostenibilità al centro nel nuovo progetto di Assindustria per le pmi

Il nuovo progetto di Assindustria Venetocentro comprende l’esperienza pionieristica avviata dall’associazione fin dal 2015, con il Gruppo Sostenibilità

L’azienda pensa che essere o diventare sostenibili aggiunga valore competitivo? Sì unanime del campione interpellato da Assindustria Venetocentro tra le imprese di Padova e di Treviso. Che si traduce in buone pratiche e criteri sostenibili nei nuovi prodotti e servizi (92% del campione), nella scelta dei fornitori (82%) e nella preferenza quando possibile per la filiera corta dei fornitori locali (90%). 

L’incontro

Questo ed altri dati raccolti tra le aziende sono stati illustrati nel corso dell’incontro di presentazione del Progetto Sostenibilità di Assindustria Venetocentro che ha visto l’intervento del presidente Leopoldo Destro, di Maria Cristina Piovesana vice presidente Confindustria con delega per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura, Walter Bertin vicepresidente AVC delegato ad Ambiente e Sostenibilità, Serena Granziera, delegata Sostenibilità Gruppo Giovani Imprenditori, Pietro Pelù, direttore commerciale Imprese Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo e Antonio Angellilo, responsabile Origination Corporate Finance Centro Nord Divisione Imi. Il nuovo progetto di Assindustria Venetocentro comprende anche l’esperienza pionieristica avviata dall’associazione fin dal 2015, con il Gruppo Sostenibilità. Quest’iniziativa è stata presentata dal coordinatore, Mario Paronetto, e con le testimonianze di Sonia Vettorello (Vettorello S.r.l.) e Tommaso De Luca (Gruppo Lucart). «Un progetto per le 3.500 imprese associate, che guarda in particolare alle Pmi per creare un ‘tessuto’ imprenditoriale che lavora in modo sostenibile accanto a chi è già riconosciuto nel gruppo di testa - ha spiegato Walter Bertin -. Assindustria Venetocentro costituirà un nucleo di competenza attraverso cui creare un dialogo diretto con imprenditori, aziende e stakeholder del territorio, come interlocutore competente e riconosciuto. Attraverso le proprie società di formazione e consulenza - Fòrema, Unisef ed AVS - l’associazione proporrà percorsi e strumenti rivolti alle aziende. In particolare, saranno occasioni di accrescimento culturale sia per sviluppare le competenze adeguate a gestire processi di lavoro in ottica sostenibile, quanto a disporre di strumenti pratico-operativi per esercitare decisioni ed implementare prassi e modelli di lavoro. Inoltre, attraverso un team condiviso di consulenti esperti, saranno attuati interventi formativi e di consulenza per il supporto all’impresa sia nella fase di assessment che nel percorso di implementazione di una strategia di sostenibilità e potranno essere proposti interventi formativi in modalità interaziendale oppure personalizzati».

Le attività

Il primo passo, in partenza già nelle prossime settimane, sarà l’offerta di uno strumento di autovalutazione (self assessment) a disposizione di ciascuna impresa per valutare i propri punti di forza e di debolezza in materia di sostenibilità in tutte le aree di gestione. Intenso sarà inoltre l’investimento nelle iniziative culturali e formative. Nelle scuole, con percorsi dedicati per studenti e insegnanti e il coinvolgimento delle aziende, e nel territorio, a partire dal 2022 da un Festival della Sostenibilità per presentare le molte buone pratiche che si stanno realizzando. «Un altro asset strategico sarà nella comunicazione di questi risultati - ha sottolineato Destro - per rendere evidente questo impegno convinto e avanzato nella sostenibilità, anche per dare attrattività al nostro territorio. Siamo un’economia e un territorio aperti al mondo, le nostre imprese sono inserite in filiere internazionali che sempre più si strutturano secondo parametri stringenti di sostenibilità». «Occorre un salto di qualità, nelle imprese e soprattutto nel Paese, dove alla retorica della sostenibilità si accompagna, ad esempio, la mancanza di impianti di raccolta e trattamento dei rifiuti speciali e di regole per favorire la rigenerazione, che dovrebbero invece promuovere un’effettiva economia circolare - ha dichiarato nel suo intervento conclusivo Piovesana -. Tra veti nazionali, burocrazia, localismi, e assenza di visione, si bloccano investimenti, nuova occupazione e crescono i costi di smaltimento delle aziende. L’Europa ha scelto di adottare la sostenibilità come fattore differenziante nei mercati globali e lo ha confermato in modo sostanziale con il programma Next Generation EU».

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