Proroga versamenti dei contributi Inps, il presidente di Ascom Bertin: «Un delirio di burocrazia»

«Il contribuente deve obbligatoriamente comunicare allo scopo di attestare all’ente di avere diritto alla proroga concessa a marzo. In seguito l’Inps produrrà una nuova codeline (che è il codice per versare) e un nuovo modello per il versamento. Il tutto da predisporre ed inviare entro il 16 settembre»

«Mentre il governo promette un giorno sì e l’altro pure di sburocratizzare l’impossibile, l’Inps ci ricorda che di burocrazia dobbiamo morire!». Si fa carico delle rimostranze dei propri uffici tecnici il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin.

Il diritto alla proroga concessa a marzo

Secondo Bertin l’ente di previdenza, in nove pagine, mette in croce quanti (e sono tanti) hanno deciso di prorogare per il Covid i versamenti dei contributi Inps artigiani/commercianti. «A dispetto del buonsenso – spiegano i tecnici di Ascom Servizi – il comunicato dell’Inps spiega come procedere alla presentazione di una istanza, che il contribuente deve obbligatoriamente comunicare allo scopo di attestare all’ente di avere diritto alla proroga concessa a marzo. In seguito l’Inps produrrà una nuova codeline (che è il codice per versare) e un nuovo modello per il versamento. Il tutto da predisporre ed inviare entro il 16 settembre».

Ma c’è di più

«Nel comunicato – sottolinea un irato Bertin - si descrivono anche le modalità di risposta all’invito alla regolarizzazione, perché in un momento di enorme difficoltà per la stragrande maggioranza delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, sono anche arrivati gli inviti a regolarizzare i contributi prorogati!». All’ufficio tributario di Ascom Servizi hanno quindi iniziato a inviare le prime istanze raccogliendo i dati necessari (tra i quali anche l’articolo di legge che richiama la sospensione !!). «Dopo mesi di pratiche di tutti i tipi – concludono i tecnici dell’Ascom – ci troviamo obbligati a chiedere, tramite altra burocrazia l’autorizzazione all’Inps per fare ciò che era previsto da un decreto di marzo, attestando di averne diritto; i dati per fare i controlli li ha l’Agenzia delle Entrate ma si fa prima ad aggiungere qualche altro adempimento ai contribuenti: un delirio di burocrazia!».

La scelta irreversibile

Un’ultima annotazione: la scelta è irreversibile e l’istanza immodificabile. Ovvero: se si scelgono le rate saranno solo rate, se si sceglie un’unica soluzione non si potranno più fare le rate. «Non so se per il governo – conclude Bertin – questo possa definirsi un Paese normale!».

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