Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia Montagnana

Caso del prosciutto di Montagnana, Coldiretti: "Le minacce sono altre, il Ceta ad esempio"

Miotto: "Pensiamo a tutelare le nostre tipicità dall'invasione di prodotti anonimi. Già 25 Comuni padovani hanno approvato nostro ordine del giorno contro accordo libero scambio con Canada"

Il caso della maxi multa da 4 mila euro ad un ristoratore della Bassa Padovana per aver indicato con il nome errato il prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP impone una riflessione  da una parte sugli eccessi della burocrazia e dall'altra sulla necessità di tutelare le nostre tipicità.

MINACCE PIU' GRAVI. Le denominazioni a marchio di qualità e origine, ricorda Coldiretti Padova, e i relativi consorzi, servono proprio a proteggere e garantire l'origine e l'identità delle produzioni tipiche e sul nome delle DOP come su quello degli altri marchi non si transige, vanno sempre usate le denominazioni ufficiali, ma le vere minacce sono ben altre rispetto ad un semplice errore. Ad esempio l'invasione quotidiana di prodotti che arrivano dall'estero con nomi che richiamano il nostro made in Italy. "Sulla correttezza delle denominazioni non si scherza - afferma Federico Miotto - e va sempre fatta attenzione all'uso corretto del nome. Va detto però che vi sono minacce assai più gravi ai nostri prodotti di qualità.  Pensiamo al fenomeno dell'italian sounding, vale a dire l'imitazione di nomi e stili del made in Italy per prodotti che arrivano dall'estero. Per non parlare dell'invasione di coscie di maiale straniere che una volta varcato il confine diventano italiane.


NON TUTELATO. Lo stesso prosciutto Veneto Dop poi è fra le 250 denominazioni (su un totale di 291) non tutelate dall'accordo di libero scambio UE - Canada, il CETA, osteggiato per l'appunto anche dalla stragrande maggioranza dei Consorzi di tutela. Il Ceta infatti rischia di rompere l'argine contro la concorrenza sleale che mette a repentaglio proprio la tipicità e l'origine delle nostre produzioni agroalimentari di eccellenza. Non a caso anche molti Comuni stanno prendendo una posizione netta firmando la nostra proposta di ordine del giorno per dire no al Ceta. In questo senso nella nostra provincia si sono già espressi 25 Comuni, fra cui ovviamente Montagnana, e diversi altri lo faranno nelle prossime settimane. Il problema della tutela delle nostre tipicità dunque è ben più ampio di un banale errore su un listino", conclude Miotto.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caso del prosciutto di Montagnana, Coldiretti: "Le minacce sono altre, il Ceta ad esempio"

PadovaOggi è in caricamento