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Martedì, 18 Giugno 2024
Economia Piazza Garibaldi

Padova invasa dai trattori per la protesta contro il prezzo del latte

Dopo il fallimento del tavolo tra associazioni delle organizzazioni agricole, produttori e industriali, è ripartita dalla città del Santo la battaglia dei produttori contro i prezzi troppo bassi della grande industria

Allevatori e agricoltori invadono il centro di Padova con i loro trattori per protestare contro il prezzo del latte della grande industria. A tutelare il made in Italy sono scesi in piazza gli allevatori di Cia e Confagricoltura provenienti da tutto il Veneto, l’assessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Pan e il consigliere provinciale delegato all’Agricoltura Vincenzo Gottardo. Dopo il fallimento del tavolo tra associazioni delle organizzazioni agricole, produttori e industriali, è ripartita da Padova la protesta dei produttori di latte.

A PADOVA CONTRO IL PREZZO DEL LATTE. "Gli allevatori si sono riuniti con i trattori nel cuore della città, in piazza Garibaldi – ha detto Gottardo - per ribadire le loro ragioni e stringere un’alleanza con i consumatori. La battaglia sul prezzo del latte è infatti la battaglia per la qualità e la salubrità dei prodotti che arrivano sulle tavole dei cittadini. L’iniziativa ha l’obiettivo di tenere alta l’attenzione dei consumatori sul prezzo del latte, troppo basso e offensivo per chi lo produce. Dobbiamo salvaguardare il prodotto italiano, con la sua filiera e insegnare ai cittadini che consumare italiano significa sicurezza e genuinità".

35 CENTESIMI AL LITRO. Gli allevatori non accettano i 35 centesimi al litro offerti al tavolo con il Ministero, perché non bastano neppure a coprire i costi di produzione, che si aggirano tra i 40 e i 42 centesimi. Un costo determinato dalla volontà e dall’impegno dei produttori nel rispettare rigorosamente le regole ambientali e dell’utilizzare materie prime di qualità per l’alimentazione degli animali. "Le nostre aziende locali – ha detto Roberto Betto, presidente Cia, non sono più in grado di reggere al sistema. La globalizzazione ha portato ad una unificazione e la multinazionale Lactalis ha comprato tutti i marchi italiani imponendo il prezzo del prodotto. Le aziende italiane producono qualità e si diversificano dagli altri stati europei perché rispettano rigorosamente una serie di regole, quindi il prezzo è anche sinonimo di garanzia e qualità”.

LE AZIENDE CHIUDONO. "Nei prossimi giorni la protesta potrebbe allargarsi ad altre province del Veneto – ha detto Maurizio Antonini, direttore CIA - con ulteriori manifestazioni davanti agli stabilimenti della grande industria del latte. Difendiamo il prezzo del latte e le aziende agricole del territorio e ricordiamo che, nel momento in cui chiude una stalla, chiude una parte del territorio. Sono 11mila le aziende che hanno chiuso nel Veneto nell’ultimo decennio e sono 3.900 quelle rimaste che producono latte. Una situazione drammatica per le aziende zootecniche, per questo siamo qui a protestare, ma soprattutto per far si che il consumatore si renda conto che acquistare un litro di latte italiano vuol dire aiutare le nostre aziende a sopravvivere".

PAN. "Il latte oggi viene pagato meno di vent'anni fa - ha detto l'assessore regionale Pan - così facendo, la grande industria e le regole europee stanno condannando a morte migliaia di produttori. È un problema che va affrontato in modo strutturale creando forme di aggregazione ed economie di scala e ridando peso e dignità contrattuale alle nostre stalle. Come Regione siamo al lavoro, ma abbiamo bisogno che il governo faccia la propria parte".

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