Raddoppia la pensione per migliaia di invalidi civili totali padovani

Da 285,66 euro a 516,46 euro al mese: «Un risultato raggiunto anche grazie alle nostre battaglie istituzionali che vanno avanti da anni»

Migliaia di invalidi civili al 100%, residenti in provincia beneficeranno dell’aumento della pensione di invalidità civile, come stabilito da una recente pronuncia della Corte Costituzionale (nel 2018, ultimi dati disponibili, sono state 11.119 le richieste di riconoscimento di tale condizione presentate all’Inps).

Pensione

L’assegno passerà dagli attuali 285,66 euro al mese a 516,46 euro al mese. Erano anni che Cia e il patronato Inac chiedevano ai tavoli istituzionali un congruo incremento per venire incontro alle esigenze dei più fragili. La stessa Consulta ha ritenuto che il “vecchio” assegno fosse inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i mezzi necessari per vivere. Quei 285,66 euro non erano cioè in linea con quanto stabilito dall'articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale”. Di fatto la Corte Costituzionale ha sposato le richieste dell’associazione Pensionati Cia, da sempre (e per propria missione) molto sensibile alla materia. Prima, invece, bisognava attendere il compimento del sessantesimo anno d’età per vedersi riconosciuto l’aumento. Fra i requisiti tuttora in vigore, gli invalidi civili totali devono essere maggiorenni, con redditi su base annua inferiori a 6.713,98 euro.

I commenti

Commenta Massimo Lazzarin, direttore del patronato Inac Padova: «Abbiamo dato il nostro contributo al fine di raggiungere un risultato molto importante in termini di equità sociale. Lo svantaggio che deriva dall’invalidità totale non deve trasformarsi in una condizione di inferiorità economica». Tuttavia, la Consulta ha sentenziato che la pronuncia non avrà effetto retroattivo e dovrà applicarsi soltanto per il futuro, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della medesima sentenza sulla Gazzetta Ufficiale. Aggiunge Dino Milanello, presidente dell'associazione Pensionati Cia: «Si tratta di una buona base di partenza. Siamo chiamati a difendere gli interessi dei più deboli. Motivo per cui continueremo a battagliare pure per chiedere l’aumento della pensione minima». Oggi è di 515,07 euro al mese: «Negli ultimi anni abbiamo organizzato una raccolta firme e diverse manifestazioni, sempre per chiedere un adeguato incremento. Siamo riusciti ad ottenere la quattordicesima; un risultato, questo, che ci spinge a non fermarci. Con la minima i pensionati faticano ad arrivare non alla quarta, ma alla terza settimana del mese. Dopo decenni di lavoro meritano di condurre una vita dignitosaTra impoverimento degli assegni, disagi socio-assistenziali e carenza di servizi nelle aree rurali, i pensionati sono ormai relegati ai margini del dibattito politico e istituzionale. In Italia otto milioni vivono in stato semi-povertà, con assegni mensili sotto i 1.000 euro. Due milioni e duecentomila addirittura con l’assegno minimo previsto».

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