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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia

Ultima corsa ai regali, Bertin: "Benedetti ritardatari, ci permettono la rivincita sui colossi"

Il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova informa: "Le strade e le piazze della città, dei quartieri, dei paesi in provincia saranno la location ideale per trovare, anche all'ultimo minuto, il regalo che fa per voi"

E adesso? Adesso che mancano solo poche ore al Natale e che siamo indietro coi regali, che si fa? "Si fa che si privilegiano i negozi di vicinato perchè, finalmente, oggi è la nostra rivincita sui colossi dell'e-commerce!". Sorride Patrizio Bertin, presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova perchè, grazie ai tanti che amano (o sono costretti) al "last minute", oggi la sua categoria può assestare un bel colpo alla concorrenza del web che costringerà anche i suoi addetti a selezionare i prodotti in una manciata di secondi, ma a consegnare i pacchetti in una manciata di ore, almeno per adesso e almeno qui da noi, non è in grado di farlo.

L'OPPORTUNITA' DEI NEGOZI DEL CENTRO

"Ciò che mi sento di dire ai ritardatari - continua Bertin - è che si godano le ultime giornate e che trasformino quello che dovrebbero essere fatiganti ore di stress in un'opportunità unica: le strade e le piazze della città, dei quartieri, dei paesi in provincia saranno la location ideale per trovare, anche all'ultimo minuto, il regalo che fa per voi (o meglio: che fa per chi da voi se lo aspetta) magari concedendovi, tra un punto vendita e l'altro, il corroborante aiuto di un buon caffè gustato in un bel bar". Ma dove andranno a parare i "forzati dell'ultima ora"? Ovviamente lo sapremo solo a negozi e bancarelle chiusi (e qualcuno chiuderà anche molto tardi domenica sera) ma un'idea ce la possiamo fare sulla scorta di ciò che alle domande dell'Ascom hanno risposto una settantina di ritardatari (su circa il triplo di intercettati che, per contro, i regali li hanno già fatti) consultati nella giornata di giovedì tra Padova, Cittadella, Abano, Monselice e Piove di Sacco.

GLI OGGETTI MUST

E allora: oggettistica natalizia, stelle di Natale (ne beneficeranno soprattutto le suocere) e libri sembrano non temere confronti. Seguono la classica bottiglia di vino (soprattutto se si è ospiti di qualcuno) mentre cresce, anche rispetto al recente passato, l'idea che un buon prodotto alimentare, a cominciare dai dolci della tradizione purchè rigorosamente artigianali, sia comunque un regalo gradito da chi lo riceve. Ancora: i più creativi cercano di "nascondere" l'evidente deficit di programmazione puntando sui regali "differiti": gift card, buoni per centri benessere, biglietti per qualche concerto o partita di calcio di cartello (purchè il destinatario sia un tifoso). E se proprio nessuna di queste idee riuscirà a concretizzarsi, se nessuna riuscirà a scaldare il cuore di chi il regalo lo fa ma di sicuro non avrebbe scaldato nemmeno quello di chi lo riceve, e soprattutto se il destinatario è un nipote, resta pur sempre la scappatoia della splendida busta farcita di euro! "Non ci resta che dire - conclude Bertin - Buon Natale a tutti!"

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