Riforma del lavoro, imprenditori padovani del terziario delusi

Badan (Ascom Confcommercio Padova): “La flessibilità in entrata? Non c’è”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

In tempi di vacche magre per il mercato del lavoro (sono oggi ben 2,8 milioni i disoccupati in Italia, mai così tanti senza occupazione da quando esistono le statistiche) registrare un interesse degli imprenditori per la riforma Fornero potrebbe sembrare un paradosso. Ma evidentemente lo è fino ad un certo punto se è vero, come è vero, che anche in questo agosto che prelude ad un autunno incerto, gli uffici dell’Ascom Confcommercio di Padova sono richiesti di informazioni soprattutto in ordine alla possibilità di assumere con le nuove regole.

“Il testo della riforma del lavoro – spiega Giampietro Badan, responsabile delle politiche contrattuali dell’Ascom Confcommercio - introduce parecchi cambiamenti per i contratti a termine, con alcune novità di sicuro rilievo. Una di queste (che poi è quella sulla quale si appunta l’attenzione degli operatori) è relativa al fatto che se il contratto a termine dura fino a un anno non è più necessario indicare le “ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo” che fino ad ora erano necessarie per il contratto a tempo determinato”. Sembrerebbe una norma a tutto vantaggio delle imprese ma non è così, visto che il contratto “senza causalone” (come viene definito tra gli addetti ai lavori) prevede maggiori costi ed un’assoluta impossibilità di proroga.

“In pratica – continua Badan – vengono posti forti limiti alla reiterazione del contratto a tempo determinato. In altre parole: si può assumere per un anno senza giustificazione, ma l’eventuale conferma del lavoratore può avvenire solo in via definitiva a tempo indeterminato”. Perché allora questo interesse da parte delle imprese? “Due – aggiunge il responsabile delle politiche contrattuali dell’Ascom - sembrano essere i fattori che stanno determinando questa richiesta di informazione da parte delle imprese (che, si badi bene, non significa automaticamente, nuove opportunità di lavoro ma è comunque un segnale concreto di una certa vitalità ancora presente nel tessuto economico della nostra provincia). Da un lato la necessità delle imprese ad occupare forza lavoro che, in qualche misura, si ritiene possa essere “liberata” da questa nuova opportunità. Dall’altro l’”interpretazione” che al nuovo tipo di contratto a termine senza causa viene dato dagli operatori, ovvero una sorta di “prova lunga” del lavoratore entro la quale decidere poi o per la riconferma (a quel punto definitiva) o per la separazione delle esperienze. L’impressione è che ci sia una sottovalutazione complessiva del problema visto che la riforma tende a considerare normalità il contratto a tempo indeterminato e non il contrario”.

Insomma, sembra che i datori di lavoro del commercio e del terziario in senso più ampio, in un primo tempo dimostrino attenzione verso l’innovazione per rendersi poi conto, una volta informati dai tecnici dell’Ascom, che i vincoli ed i costi a cui vanno incontro sono di gran lunga peggiorativi rispetto ai vantaggi che sembrano poter derivare da una certa liberalizzazione delle motivazioni per le assunzioni a tempo determinato. “Quello che mi sembra di poter rilevare – conclude Badan – è che esiste una certa richiesta di forza lavoro che anche la riforma vanifica. In effetti ciò che la “Fornero” avrebbe dovuto favorire, ovvero una certa flessibilità in entrata, di fatto non esiste ed, anzi, siamo in presenza di nuove rigidità che finiranno per limitare ancora di più la propensione degli operatori alle assunzioni. L’unica alternativa, in tal senso, si conferma essere il vecchio, caro apprendistato nella sua nuova accezione che mantiene forme di riduzione di costi per le assunzioni di giovani”. Da qui il warning finale da parte di Badan: “Prima di prendere qualsiasi decisione sul fronte lavoro, consultate gli uffici dell’Ascom”.

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