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Riforma voucher, Appe: "Meglio il referendum che una legge fatta per demagogia"

Secondo l'associazione degli esercenti, dietro tali provvedimenti c'è molta strumentalizzazione, alla luce di una campagna elettorale di fatto già iniziata, che non tiene conto degli effetti che questa decisione potrebbe avere sulle imprese e sul mercato

I tecnici del ministero del lavoro e del Governo sono al lavoro per elaborare una bozza di provvedimento di revisione della disciplina del lavoro accessorio che porterà a limitare l’utilizzo improprio dei voucher ed evitare il referendum popolare dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale e fissato per il 28 maggio prossimo.

APPE. Alla luce di questo l'associazione provinciale pubblici esercizi, esprime il proprio totale dissenso. "Ribadiamo – commenta il segretario Filippo Segato - la nostra totale contrarietà ad una riforma guidata non dal proposito di migliorare questo strumento quanto da principi puramente ideologici e demagogici".

EFFETTI. Secondo l’associazione degli esercenti, dietro tali provvedimenti c’è molta strumentalizzazione, alla luce di una campagna elettorale di fatto già iniziata, che non tiene conto degli effetti che questa decisione potrebbe avere sulle imprese e sul mercato del lavoro.

LAVORO NERO. "Il voucher nel nostro settore – dichiara Segato – ha rappresentato un investimento sulla legalità e una soluzione alla richiesta di flessibilità per le attività occasionali difficilmente programmabili e di durata limitata, non per sfuggire alle regole, ma, al contrario, per rispettarle. Uno strumento che ha contribuito a contrastare il lavoro nero il quale di fatto, con la sua abolizione, tornerà prepotentemente in auge".

REFERENDUM. "A questo punto – conclude il Segretario – riteniamo che affidarsi al referendum sia una scelta migliore rispetto ad una legge concepita frettolosamente e che non tiene conto delle esigenze delle imprese e dei cittadini".

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