Ex Foro Boario, Confesercenti: "Possibile non ci sia alternativa al centro commerciale?"

Scadrà il prossimo 21 agosto il bando per la realizzazione in ‘project financing’ nell’area di corso Australia: "Non è pensabile che ogni volta che si pensa al recupero di un immobile pubblico l’unica soluzione possibile sia quella di una grande struttura di vendita"

Confesercenti Padova  interviene sulla riqualificazione dell'area ex Foro Boario. "Un bando che prevede la gestione di un insieme di attività destinate all’intrattenimento ad eventi culturali ad un planetario a vari pubblici esercizi di un albergo e di una grande superficie di vendita. - spiegano - Un investimento iniziale, di poco inferiore ai 31milioni di euro che dovrebbe garantire ai soggetti realizzatori un affitto annuale di 2,5 milioni dal luglio 2019 e di 3,1milioni dal gennaio 2029. La concessione durerà fino al 2067. I soggetti interessati alla gestione sono in grande parte il colosso francese Leroy Merlin e la società Zed".

COSTI. "Da subito saranno realizzati interventi per 8,5milioni di euro per opere stradali di illuminazione ecc., altri circa 15milioni per opere edili (entro giugno 2019) ed altri 3,2milioni di euro sempre per opere edili entro il dicembre 2028. - sottolineano - La superficie complessiva sarà di 32mila mq. Di questi 20mila (16+4mila) destinati alla grande distribuzione dal luglio 2019, altre 3,7mila mq saranno destinati sempre a grande distribuzione entro il giugno 2028".

COMMERCIANTI. "È un intervento che sta preoccupando molti commercianti dell’area, non solo del settore casa (Leroy Merlin) ma anche altri settori. - tengono a precisare - Leroy Merlin infatti dovrebbe gestire la parte più consistente della superficie (16mila mq) ma altri 7mila (di cui 4.000 da subito) saranno assegnati ad altre attività commerciali. In un momento di forte criticità per le attività al dettaglio l’arrivo del colosso francese causerà una ulteriore pressione su tutte le attività commerciali non solo della zona ma dell’intera città. In particolare l’area interessata dall’insediamento vede gia la presenza qualificata di numerosi negozi del settore casa e le conseguenze per questi sarebbero immediatamente dannose".

UNICA SOLUZIONE? "Si parla di incremento dell’occupazione e dell’indotto economico, anche questi benefici che non si sono mai realizzati nella realizzazione di altri centri commerciali. - dichiarano - Secondo una proiezione della Confesercenti nei quartieri a ridosso dell’ex Foro Boario, a seguito dell’apertura delle grandi strutture di vendita, chiuderanno tra il 2019 ed il 2020 una quarantina di esercizi e saranno almeno il doppio nell’arco di 5 anni. Una riflessione va fatta subito. È necessario comprendere e verificare se effettivamente Leroy Merlin è l’unica soluzione possibile (dopo decenni di abbandono) o se si possono ipotizzare soluzioni meno impattanti con il tessuto commerciale".

PADOVA 4.0. "Non è pensabile che ogni volta che si pensa al recupero di un immobile pubblico l’unica soluzione possibile sia quella di un centro commerciale o di una grande struttura di vendita. - rimarcano - Tra l’altro questo intervento sarebbe accompagnato dalla realizzazione di altri insediamenti della grande distribuzione nell’area Padova Est (di fronte IKEA per 11mila mq e nell’area ex Stimamiglio per altri 14mila mq.) È necessario concretizzare progetti di rigenerazione di questi spazi che non siano solo a destinazione commerciali. Per l’ex foro boario, ad esempio, si potrebbe pensare a qualche intervento di servizio per la città e le imprese, magari anche utilizzando investimenti nel capitale da parte della CCIAA. Investimenti anche legati a qualche idea progettuale presentata nell’ambito dell’iniziativa Padova 4.0".

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RIFLESSIONE. Confesercenti ritiene infine che considerato che il bando non è stato realizzato dall’attuale Amministrazione si renda opportuna una fase di riflessione più lunga dei 15 giorni che mancano alla scadenza del bando stesso.

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