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Venerdì, 24 Maggio 2024

La rivolta delle guardie giurate: «Noi, pagati 1200 euro al mese con un contratto mai rinnovato»

Gli stipendi sono gli stessi dal 2015: la protesta di vigilantes e addetti alla sicurezza nella mattinata di oggi, 18 maggio, in piazza delle Istituzioni, a pochi passi dalla Questura. Irone (Cgil): «Costretti a lavorare con paghe alla fame». Manca (Cisl): «Impossibile vivere dignitosamente». Marchetto (Uil): «Durante la pandemia noi al servizio dei cittadini»

Un centinaio tra guardie giurate e addetti alla sicurezza, comparto che occupa nella sola provincia di Treviso almeno un migliaio di addetti e diverse migliaia in tutta la regione, sono scesi in piazza stamattina per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale del settore, fermo dal 2015, da ben 8 anni. Stipendi che faticano spesso ad arrivare a 1200 euro, condizioni di lavoro spesso difficili, orari impossibili e stress. Sono solo alcune delle rivendicazioni che sono emerse nel corso della manifestazione che ha visto nella mattinata di oggi, 18 maggio, le tre sigle confederali di Cgil, Cisl e Uil, riunite in piazza delle Istituzioni, alla cittadella Appiani, poco distante dalla Questura.

«La sicurezza è uno dei temi al centro del dibattito pubblico e del dibattito politico» così Alberto Irone della Filcams Cgil «lo sono meno gli addetti del settore della sicurezza e i lavoratori che ogni giorno si occupano di sicurezza nelle nostre strade, nei negozi, negli enti pubblici che frequentiamo. Lavoratori che aspettano il rinnovo del contratto collettivo nazionale da otto anni che spesso lavorano con paghe alla fame e ormai non riescono più arrivare a fine mese con l'inflazione così alta e il costo della vita in aumento».

«Stiamo parlando di un settore molto importante per la sicurezza di tutti noi, il settore della vigilanza è formato nella nostra provincia da oltre mille guardie giurate e non solo, anche addetti ai servizi fiduciari» spiega Patrizia Manca, Fisascat Cisl Belluno Treviso «Vogliamo sostenere il rinnovo al più presto il rinnovo da questa piazza. Le retribuzioni così misere non permette loro di vivere dignitosamente».

Un'altra rivendicazione è legata alla pandemia, periodo che ha visto vigilantes e guardie giurate in prima linea. «Durante la pandemia questo comparto è stato sempre al servizio dei cittadini e della collettività» aggiunge Massimo Marchetti della Uiltucs «le guardie giurate e i servizi fiduciari, nel pieno periodo della pandemia, hanno comunque garantito la sicurezza dei settori, anche nel momento in cui non si sapeva quali erano le protezioni dal covid. Questa gente ha lavorato con dignità e con abnegazione e rispettando il lavoro e garantendo la sicurezza di tutti».

Ma attualmente quando guadagna una guardia giurata? «Una guardia giurata, comprese indennità e buoni pasto non supera i 1200 euro al mese» chiude Daniele Cordone della Fisascat Cisl di Padova, dipendente di Civis «ovviamente se fa qualche ora in più il suo stipendio aumenta. Le valutazioni vengono fatte su quello che è il salario e ovviamente la gente opta per altre soluzioni: ho fatto l'esempio di un operaio di una fabbrica che guadagna molto di più, facendo molto di meno e stando a casa sabato e domenica».

Daniele Cordone (Cisl Padova)

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