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Saldi, Ascom: "Finalmente un lunedì di Epifania da leoni"

Secondo una indagine dell'associazione di categoria padovana dei commercianti, sono "migliorate le presenze nei negozi e si raffredda la tendenza a comprare meno sia per importo che per qualità"

Un sabato e una domenica sottotono, se non altro rispetto alle aspettative, ma un lunedì decisamente da incorniciare. Si chiude con questa impressione generale il primo week end "lungo" dei saldi invernali 2014. "Dopo un avvio segnato dalla pioggia – commenta Franco Pasqualetti, vicepresidente dell’Ascom e presidente di Federmoda Confcommercio Padova – che ha oggettivamente favorito i centri commerciali, il giorno dell’Epifania ha registrato un grande afflusso nei centri storici riequilibrando la situazione e dimostrando che, tutto sommato, i consumatori riconoscono al commercio tradizionale di essere il depositario di una qualità e di una varietà difficilmente riscontrabile nei megastore".

SCONTRINO MEDIO. Un'impressione, quella testimoniata dal vicepresidente Pasqualetti, che all'Ascom hanno tradotto anche un'indagine istantanea condotta dall'ufficio studi e che consegna agli amanti della statistica qualche dato interessante. Innanzitutto lo scontrino medio del primo giorno, quello di sabato. Rispetto ad un anno fa risulta in calo: 65 euro contro i 73 del 2013. "Si tratta di scontrino medio per unico negozio - spiegano i tecnici dell'ufficio studi dell'Ascom - per cui questo non significa che il soggetto abbia speso solo quello e spenderà solo quello da qui alla fine dei saldi". Può sembrare un dato da leggere in negativo, ma se consideriamo la giornata di sabato, il gap è trascurabile.

CLIMA DI MAGGIORE FIDUCIA. Emergono invece, pur in un contesto di grave difficoltà, due dati che all'Ascom sottolineano con soddisfazione. "Si tratta - commentano all'ufficio studi - della risposta che i nostri intervistati hanno dato alla domanda sull'afflusso della clientela. Ebbene, chi dichiara di aver visto maggiori presenze nel negozio sale dal 13 per cento di un anno fa al 23 per cento di quest'anno. Se poi la domanda si fa più esplicita, ovvero sonda quanto i clienti tendono ad acquistare, si scopre che la risposta "acquistano meno sia per importo che per qualità" scende, rispetto ad un anno fa, dal 55 al 45,5%. Ovviamente sono valutazioni che appartengono pur sempre ad una sfera che potremmo definire di "difficoltà", ma non vi è dubbio che c'è un piccolo ma significativo spostamento verso un clima di maggior fiducia".

ARTICOLI PIÙ GETTONATI. Infine, uno sguardo a cosa la gente abbia comprato nei negozi oggetto dell'indagine (composti per il 64% da abbigliamento donna, 27% unisex, 4,5% abbigliamento uomo e analoga percentuale appannaggio di esercizi non meglio classificabili) nella sola giornata di sabato. I consumatori hanno privilegiato, nell'ordine, intimo e pigiami, maglieria, jeans donna, giubbotti e giacconi, capi spalla donna, pantaloni e giacche.

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