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Allarme: "saldi ormai senza appeal" Bilancio in rosso per l'estate 2014

Confesercenti Padova tira le somme a fine stagione: solo il 16,1% dei commercianti dichiara di avere avuto un incremento delle vendite. Il "made in Italy" non resiste, surclassato dalle offerte online e sottocosto

Siamo oramai alla fine del periodo dedicato ai saldi estivi (ufficialmente termineranno al 31 agosto) e "il bilancio che si può fare è oramai consolidato", ha dichiarato Nicola Rossi presidente della Confesercenti padovana. La grande attesa di negozianti ha dovuto scontrarsi con le difficoltà delle famiglie e, se la quasi totalità dei commercianti ha applicato i saldi (94%), quelli che hanno dichiarato di avere avuto un incremento delle vendite sono il 16,1%, mentre ben il 47% ha dichiarato di averle diminuite ed il 36,9% di avere avuto le stesse vendite dei saldi estivi del 2013.

ALLARME ROSSO. "Si tratta di un dato da allarme rosso - dichiara Rossi - siamo di fronte ad una situazione in cui i negozi di abbigliamento non solo non riescono più a fare utili operativi ma addirittura con vendite a ricarico zero, se non sottocosto, non riescono a recuperare liquidità e a liberarsi delle giacenze. Se non ci sarà una reale modificazione nelle disponibilità delle famiglie - continua - corriamo veramente il rischio che una delle eccellenze italiane (i negozi della moda) chiuda e sia sostituita da negozi che vendono il made 'non' in Italy".

SI VENDE MENO. Oltre alle minori disponibilità delle famiglie, sono cambiate le abitudini all’acquisto (crescono l’on-line, le vendite low-cost). Inoltre mancano vere novità di prodotto in grado di stimolare l’acquisto. “Si tratta di una situazione oramai consolidata - dichiara la presidente del settore moda della Confesercenti Linda Ghiraldo - nonostante l’abbigliamento di qualità, in particolare il ‘made in Italy’, sia una delle eccellenze del nostro paese, la diminuzione di reddito globale ha inciso pesantemente sulla quota dedicata all’abbigliamento (secondo l’osservatorio della Confesercenti Padovana, il 20% in meno dal 2009 al 2014)".

SALDI SENZA APPEAL. Quello che un tempo era uno status symbol è diventata una spesa da tagliare nel bilancio famigliare e anche nelle famiglie con maggiore disponibilità si sposta la spesa di altre merceologie come la cura della persona, la comunicazione e simili. "Di fatto - aggiunge Ghiraldo - tra i consumatori padovani sta scomparendo il fenomeno saldi come momento straordinario nelle scelte di acquisto, ci si aspetta di trovare sconti, vendite promozionali, occasioni, in ogni momento dell’anno". “Dobbiamo prendere atto che l’appeal dei saldi è quasi scomparso - conclude Rossi - se vogliamo ridare un significato ai saldi dobbiamo ripensare alle loro regole e cioè o andiamo ad un calendario che effettivamente tenga conto della stagionalità e quindi l’avvio non prima del mese di agosto oppure andiamo ad una liberalizzazione delle date ma applichiamo vincoli precisi per ogni singola azienda".

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