"La salute non è una merce ma un diritto"

Alcuni punti essenziali da rispettare suggeriti dal direttivo Fipac Confesercenti Padova

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Sentite le ultime notizie sui tagli alla Sanità, il Popolo dei pensionati e di tutti gli anziani aderenti alla F.I.P.A.C. Confesercenti (federazione italiana pensionati attività commerciali), sono fortemente delusi per questa nuova presa di posizione su un settore come la Sanità, baluardo di un diritto incontestabile in un Paese dove la democrazia e i diritti, sono stati conquistati con grandi sacrifici e dure battaglie economiche.

Il Sindacato pensionati F.I.P.A.C. Confesercenti di Padova si rivolge alle Autorità Regionali di competenza perchè sia rispettata la Costituzione nei termini dettati dalla stessa; suggeriamo quindi, di ottemperare in tutte le sue forme i diritti di ogni cittadino ad avere un’assistenza Socio-Sanitaria pari a quelle private e con priorità assoluta alla prevenzione generale della salute stessa per ogni assistito.
Un punto di riferimento a queste esigenze, può essere risolto con l’istituzione di modelli strutturali di Medicina Integrata nel territorio come quelli già in funzione nelle ULSS di Vicenza. I risultati percepiti sono: un minor intasamento nel Pronto Soccorso ospedaliero, abbattimento dei costi generali, più assistenza specializzata immediata abbassando in contemporanea, anche i tempi di attesa per tutte le prestazioni specialistiche.

Ecco i 5 punti caldi su cui la FIPAC vuole porre attenzione:
1) Poter scegliere l’ospedale e il medico da cui curarti.
2) Avere tempi d’attesa per una prestazione richiesta con l’impegnativa, uguali a quelli che si ottengono per una prestazione a pagamento.
3) Avere  l’accesso all’assistenza e  alla qualità delle cure, alfine di favorire la libertà di scelta del cittadino, portandolo a conoscenza delle strutture pubbliche e  private  convenzionate ad erogare prestazioni di alta specializzazione (vedi anche la legge n° 229 del 16 luglio 1999 ove precisa che tutti i cittadini possono esercitare la scelta del luogo di cura e dei professionisti nell’ambito dei soggetti accreditati ).
4) Il diritto alla scelta di accesso alle prestazione, deve essere uguale per tutti, la legge, indica la procedura alla rapida fornitura di tutte le prestazioni nelle strutture pubbliche e private ( convenzionate regolarmente ), le prestazioni erogate dal privato non devono mai superare nel numero quelle pubbliche, stiamo invece assistendo a sempre maggiori esternalizzazioni dei servizi e sempre più alle attività a pagamento.
5) Si ricorda inoltre che la “CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA” sancisce che: Ogni persona ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni nazionali, quindi la garanzia di un livello elevato tale da proteggere la salute umana, comprese le cure gratuite anche agli indigenti. Tutti i sindaci in primis e tutti i direttori generali delle ULSS, devono far rispettare le leggi, monitorando periodicamente l’avvenuto rispetto delle direttive Europee, salvaguardando così i diritti di ogni cittadino.  A nessuno, sia consentito di anteporre la logica economica sulla salute, approfittando della momentanea debolezza psicologica e sociale dell’ammalato, tutti i medici devono perseguire un unico fine” la cura del paziente”, utilizzando tutti i presidi medici disponibili che siano diagnostici o terapeutici che la scienza medica dispone nel territorio.

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