Niente pagamenti con carta, siamo italiani: record europeo di Pos, ma ultimo posto come “strisciate”

Numeri paradossali per il Belpaese, mentre l’Ascom esulta per lo stop alle sanzioni per chi non accetta i pagamenti col Bancomat: “Fatta chiarezza, ma anche giustizia”

“Sì alla modernità, no alle imposizioni più cervellotiche che efficaci”. Il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin, saluta con soddisfazione il parere del Consiglio di Stato che elimina, di fatto e di diritto, le sanzioni che, teoricamente, avrebbero dovuto ricadere su commercianti, artigiani e professionisti che non avessero accettato il pagamento tramite Pos.

“Fatta chiarezza e giustizia”

Continua Bertin: “Finalmente si fa un po’ di chiarezza, e soprattutto si elimina quel fastidioso accomunare Pos a regolarità fiscale e si fa giustizia dell’impressione che siano i commercianti a non volere i pagamenti elettronici quando invece l’Italia è il Paese che vanta il maggior numero di apparecchi installati”.

Tanti apparecchi, ma poche “strisciate”...

In effetti, dati della Banca d’Italia, nel nostro Paese sono circa 2 milioni e mezzo gli apparecchi per l’accettazione dei pagamenti elettronici, contro i 2 milioni e centomila del Regno Unito, il milione e mezzo della Francia e della Spagna ed il milione e centomila della Germania. La differenza, semmai, sta nelle “strisciate”: 1.373 la media italiana annua per terminale contro le 7mila di Londra, le 6mila di Parigi, le 3mila di Berlino e, soprattutto, le quasi 14mila dell’Olanda. “È evidente – conclude il presidente dell’Ascom – che più che un ostruzionismo degli operatori, la ‘difficoltà’ di utilizzo della moneta elettronica è una questione che va ricondotta alle abitudini degli italiani, siano essi consumatori o commercianti, con un occhio di riguardo ai costi bancari, quelli sì senza confronti in Europa”.

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