Economia

Studiare in azienda, Confindustria "Padova laboratorio riforma Renzi"

Collegare scuola, università e imprese. Nell'ultimo anno coinvolti 5.200 studenti e 380 imprenditori. Obiettivo il raddoppio. Studiare è ancora un investimento: l'85% dei laureati padovani ha lavoro entro 3 anni

Investire nell’istruzione, ricucire il rapporto tra sistema educativo e realtà da troppo tempo mancante, serrando il legame tra scuola, università e know how delle imprese. Dare l’opportunità ai giovani di incontrare lavoro e impresa nel vivo del loro processo formativo, come già avviene in Europa. Per cancellare lo scandalo di una disoccupazione giovanile che ha toccato a Padova il 32,2% (25,3 in Veneto: Istat 2013), ridurre i tempi di transizione scuola-lavoro, rispondere alla domanda delle imprese. Infine, fare di Padova il laboratorio del sistema duale scuola-lavoro, ispirato al modello tedesco, indicato nelle linee-guida del Governo per la riforma della scuola, con il raddoppio delle ore di alternanza (da 100 a 200) negli istituti tecnici e professionali. È il nuovo patto formativo scuola-università-impresa lanciato da Confindustria Padova, la proposta al sistema educativo, dalla scuola primaria e secondaria all’alta formazione post-laurea, declinata in più risorse, più progetti e attività innovative sul territorio.

STUDIARE CONVIENE. Un impegno progettuale ed economico sull’Education, articolato in una fitta agenda di attività, che solo nell’ultimo anno ha coinvolto 4.000 studenti superiori, 1.200 universitari e 380 imprenditori e quest’anno punta al raddoppio. Con format consolidati come Stage.it, MImprendo, Orientagiovani, novità come Fuori classe: un giorno con l’imprenditore, Eureka! Funziona!, Istituto tecnico come prima impresa e opportunità come gli assegni di ricerca e l’apprendistato in alta formazione. Secondo un’elaborazione dell’Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Alma Laurea, il tasso di occupazione tra i laureati a Padova è, in media, ancora molto alto: 85,1% a tre anni dalla laurea (81,5% media Italia). Il lavoro si trova abbastanza rapidamente (4,6 mesi in media) e per la metà è stabile (51,1%). I giovani laureati in medicina e ingegneria hanno il tasso di occupazione più alto (95,9%) e stabile tre anni dopo il titolo. Meno scontato che i laureati in giurisprudenza abbiano quello più basso (55,3%), molto più incoraggiante per le discipline tecniche ed economiche (90,9%). Studiare insomma conviene, ai giovani, alle imprese e al Paese. Dal 2008 ad oggi, su 11.300 posti di lavoro persi nell’industria padovana, solo il saldo dei laureati è positivo (1.465 unità), tengono nel complesso i diplomati (-125), molto pesante quello dei lavoratori con licenza media (-10.760) ed elementare (-1.485).

STAGE IN AZIENDA. Da qui l’urgenza di un rinnovamento del sistema educativo, che riprenda le best practice europee, con grande attenzione all’alternanza scuola-lavoro. "Dobbiamo dare ai nostri giovani le stesse opportunità dei giovani europei - spiega il delegato Confindustria Padova all’Education, Rodolfo Cetera - lo stesso diritto di imparare lavorando. È positiva la proposta del governo Renzi di raddoppiare il numero di ore di formazione in azienda negli istituti tecnici e professionali. Una sfida che a Padova siamo pronti a raccogliere e a sperimentare, anticipando la riforma e rafforzando il modello duale". Il terreno è fertile. L’attivazione di stage in azienda è aumentata del 30,8% nel primo semestre (43,8% nell’industria), dopo il +19,4 nel 2013. "Risultati incoraggianti che ci spingono a rilanciare l’impegno per più percorsi professionalizzanti, più apprendistati, più tesi di laurea e dottorati in azienda - conclude Cetera -. Le imprese sono pronte a fare la propria parte. Agevoliamo con sgravi fiscali quelle che si impegnano nell’alternanza, finanziano laboratori nelle scuole, assumono giovani ricercatori".

I PROGETTI. Sono più di 30 i progetti di Confindustria Padova sull’Education per il 2014-2015, sul doppio versante scuola e università. Sulla scuola, accanto ai collaudati Orientagiovani, Luci sull’Impresa, Industriamoci, il PMI Day che apre ai ragazzi le porte delle imprese, i nuovi Prove tecniche d’impresa per insegnare ai giovani delle superiori come proporsi nel mondo del lavoro, Istituto tecnico come prima impresa per un patto di prima occupazione con gli studenti delle scuole a indirizzo informatico e telecomunicazioni, Edu Barcamp per docenti con workshop esperienziali sulle didattiche innovative. Ma anche il neonato Eureka! per stimolare l’inventiva dei bambini delle elementari con la creazione di un giocattolo mobile e Saper vendere, sapersi vendere, progetto pilota per l’adozione di un’intera classe di istituti tecnici da parte di 25 aziende metalmeccaniche con stage più lunghi e formazione ad hoc. Sull’università si consolida l’impegno di MImprendo, l’incubatore di imprenditorialità ormai con standing nazionale, Stage.it, il career day per tirocini nel settore Ict, STEPS percorso formativo per dottorandi che ha già avvicinato alle aziende oltre 200 tra i più brillanti giovani dell’ateneo. Orientare il dottorato di ricerca in chiave industriale e applicata è l’obiettivo dell’apprendistato in alta formazione (15 dottorandi in 15 aziende del Veneto, di cui 8 padovane) e degli assegni di ricerca per progetti “on the job” su temi di interesse aziendale, attivati con il supporto di Confindustria Padova in 15 aziende (51 in Veneto). Per i migliori talenti ci sono Fuori classe. Un giorno con l’imprenditore 24 ore nella vita (aziendale) di un capitano d’impresa, e le attività con gli studenti della Scuola Galileiana con workshop di orientamento e stage per favorirne l’”adozione” da parte degli imprenditori.

VITTORIO, 20 ANNI: DALLO STAGE AL LAVORO. Fino ad un anno fa era uno studente del Severi, istituto tecnico industriale padovano a indirizzo tecnologico. Oggi Vittorio Fanfoni, 20 anni, di Vigodarzere ha in mano un contratto di formazione lavoro alla Ala Engineering di Saonara, piccola azienda (4 addetti e 700mila euro di fatturato) specializzata nella progettazione e produzione di elettronica su misura. Un salto dai banchi ai reparti aziendali iniziato "alla tedesca", con l’alternanza di formazione in azienda durante l’ultimo anno di scuola, quando nei laboratori di Ala Engineering ha progettato un alimentatore studiato in classe. Una conoscenza reciproca cresciuta dopo il diploma con un altro periodo di tirocinio, trasformato poi in contratto di lavoro. "Mi occupo di schede elettroniche, collaudo e produzione - racconta Vittorio -. Lo stage in azienda mi ha dato una grande opportunità per mettermi alla prova come persona e rendere più concreta la mia passione per l’elettronica". Passione riconosciuta e subito premiata dall’impresa che, in precedenza, aveva già assunto dopo il tirocinio un altro studente del Severi.

FISCHER ITALIA: DALLA RICERCA LE HIGH SKILLS IN AZIENDA. In attesa di avviare in Italia il sistema duale, le aziende sperimentano già l’alternanza per l’alta formazione. È il caso di Fischer Italia, leader nel settore dei sistemi di fissaggio, 301 addetti nella sede di Padova, di cui 6 su attività di R&D. "Valorizzare il talento dei giovani e promuovere le capacità individuali è funzionale alla crescita - spiega Giovanni Giuriato responsabile risorse umane Fischer Italia -. Laureati e ricercatori sono le punte d’eccellenza del sistema formativo. Il loro inserimento in azienda è un vero plus per l’impresa". Per fare talent scouting Fischer ha attivato dal 2013, in collaborazione con l’Università di Padova, il "Premio per l’Eccellenza Accademica Klaus Fischer" che assegna tre premi a brillanti laureati. Per uno di loro, Luca Marchi, la tesi su un innovativo sistema di fissaggio per edifici leggeri sismo-resistenti si è trasformata a giugno in un progetto di ricerca aziendale. "Abbiamo assunto questo giovane ingegnere con un contratto di apprendistato in alta formazione di 43 mesi. Formula che più si avvicina alla best practice tedesca della scuola doppia, per cui l’attività lavorativa altamente qualificata è parte integrante del percorso universitario. Dobbiamo tendere verso questo modello e creare una maggiore osmosi con la ricerca accademica per portare in azienda le competenze più elevate".

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