Mattarella a Padova, Bertin (Confcommercio): «Lo Stato premi chi “fa” e contenga chi “disfa”»

Il presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Confcommercio Padova ha scritto una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica

«Caro Presidente, la sua presenza in città in occasione dell’inaugurazione di Padova Capitale Europea del Volontariato 2020, è per noi tutti orgoglio e stimolo al tempo stesso. Orgoglio perché premia un impegno che, in questa provincia ed in questa regione, è fenomeno trasversale che riguarda, in pratica, ogni famiglia. Stimolo perché sottolinea che altri e più ambiziosi traguardi devono essere possibili»: inizia così la lettera aperta che Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Confcommercio Padova, ha voluto “inviare” al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in vista del suo arrivo all'ombra del Santo.

La lettera aperta

Prosegue Bertin: «D’altra parte questa è una città che non si è mai sottratta al proprio impegno innovatore: l’Università, che sabato ricorderà l’8 febbraio del 1848 ma che tra due festeggerà gli 800 anni di straordinaria presenza, è una delle istituzioni più importante del Paese, detentrice di primati assoluti che risulta persino difficile enucleare ma che sono lì a testimoniare di una volontà di progredire e di una apertura al mondo che non credo abbia eguali. Eppure, nonostante questo pregresso e nonostante ciò che il volontariato oggi rappresenta e che giustamente viene celebrato, c’è una sorta di “riserva” nei confronti dell’economia di questa provincia e di questa regione dove migliaia di piccole imprese, ogni giorno, operano con l’unico obiettivo di creare benessere per quanti qui ci vivono e lavorano, senza distinzioni e, oggi più che mai, senza discriminazioni. Un mondo, quello dell’impresa piccola e diffusa, che nonostante certi errori del passato (il consumo di suolo è uno di questi) ha il grande merito, soprattutto per ciò che attiene alla sua parte commerciale, di aver mantenuta la vivacità dei nostri centri urbani, di averli innervati di “umanità”, di averne preservato lo spirito costitutivo e, oggi, di indicarne una direzione sostenibile. In questo senso – ed è un messaggio che mi sento di rivolgere al rappresentante più alto delle nostre istituzioni democratiche - le associazioni di categoria e, per ciò che mi riguarda, la Confcommercio e l’Ascom, nonostante qualche tentativo, nel corso degli anni, volto a sminuirne il ruolo ed il valore, sono esse stesse “istituzioni” al servizio della comunità».

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L'augurio

Conclude il presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Confcommercio Padova: «Certo, rappresentiamo interessi di parte, ma quando quella “parte” è così massicciamente presente in ogni comunità e in ogni famiglia, diventiamo noi stessi rappresentanti di un “tutto” che oggi è preoccupato: per le decisioni che non vengono prese; per una giustizia che tale non è; per il lavoro che andrebbe promosso e non penalizzato; per i giovani che anche in una regione come la nostra sono costretti a cercare all’estero il giusto riconoscimento economico ad un impegno formativo che nel nostro Paese, nonostante la qualità riconosciuta, viene mortificato con danni consistenti per la nostra ricerca che, peraltro, continua ad essere un fiore all’occhiello; per una tassazione che più ancora che risultare eccessiva è drammaticamente burocratizzata, tanto burocratizzata da indurre molti, soprattutto i più anziani nei paesi più piccoli, a gettare la spugna depauperando di un’esperienza e di una cultura un Paese che proprio nella cultura associata al turismo (in questi giorni drammaticamente in difficoltà ma pronto a trovare i correttivi) deve basare il suo riscatto. Dicevo: istituzionali. Così ci sentiamo e così vogliamo continuare ad essere, ma dallo Stato, che lei incarna nella sua parte migliore e che ci vede gratificati in quanto espressione della seconda carica nella figura della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, ci attendiamo che sappia distinguere premiando chi “fa” (ed i volontari, le piccole imprese, i lavoratori, le famiglie “fanno”) e contenendo chi “disfa”. Con infinita stima, Patrizio Bertin»

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