Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

«Senza Serprino -30% di ricavi per i viticoltori dei Colli Euganei»: Cia lancia l’allarme

«Qualora venisse approvato - sottolineano da Cia Padova - il decreto ministeriale “giustamente contestato” permetterà di etichettare con la denominazione “Serprino”, sinonimo del vitigno Glera, anche spumanti generici»

«Perdere il Serprino Colli Euganei comporterebbe un -30% di mancati guadagni, a tutto svantaggio dei nostri viticoltori». Non si porrebbe “solo” una questione di identità che verrebbe irrimediabilmente compromessa, sottolinea Cia Padova, ma pure un problema di tipo economico in un contesto che già di per sé è difficilissimo a motivo della pandemia.

Serprino

Negli anni passati il Consorzio Vini Doc dei Colli Euganei ha portato avanti un’eccellente attività di valorizzazione di questo pregiatissimo prodotto. «Qualora venisse approvato - sottolineano da Cia Padova - il decreto ministeriale “giustamente contestato” permetterà di etichettare con la denominazione “Serprino”, sinonimo del vitigno Glera, anche spumanti generici». A cascata, questo provocherebbe un crollo del valore della stessa uva Glera poiché, come puntualizza il presidente di Cia Padova, Roberto Betto, «sarebbe possibile trovarne dell’altra in altre parti d’Italia, ad un prezzo minore. Il comparto vitivinicolo sta provando in ogni maniera a rialzarsi dopo la batosta del Covid. Ci uniamo all’iniziativa del Consorzio stesso e di tutti i sindaci dei Comuni interessati per difendere un vino il cui nome caratterizza un’intera area».

1.000 ettari

L’area vocata a Serprino si estende su circa 1.000 ettari nei Colli Euganei. Un vino, questo, che «negli ultimi tempi - aggiunge Betto - sta conoscendo una forte espansione, al netto delle difficoltà dettate dal periodo Covid. Insieme alle altre organizzazioni agricole ci stiamo battendo da diverso tempo nei tavoli istituzionali perché il nostro territorio continui ad avere, in esclusiva, un nome storico, che peraltro permette di lavorare a decine di aziende vitivinicole. Accogliamo con favore l’indicazione, giunta direttamente dal Mipaf, che la definizione di Serprino continuerà ad essere utilizzata solo ed esclusivamente per la qualificazione di vini a Denominazione di Origine Protetta e Indicazione Geografica Protetta, mediante previsione negli specifici disciplinari. Tuttavia, proseguiremo la nostra campagna finché non sarà data una comunicazione con i crismi dell’ufficialità, che vada nella direzione della massima tutela del nome».

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