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Anche la coltura principe del Veneto è a rischio

Anche la coltura principe del Veneto è a rischio

Siccità, colture a rischio: Coldiretti fa la “danza della pioggia"

In 3 mesi nel Padovano sono caduti 57 millimetri di pioggia e neppure le timide nevicate hanno portato qualche beneficio. In sofferenza grano, radicchio, orzo e colture in campo. Preoccupazione anche per i germogliamenti precoci dovuti al rialzo delle temperature

La pioggia quasi inesistente (57 millimetri) caduta negli ultimi 3 mesi e le timide nevicate della prima metà di febbraio stanno dando non poche preoccupazioni agli agricoltori padovani. A fare da portavoce per l'allarme siccità è la Coldiretti che, da settimane, spera che piova quanto prima. Ma le previsioni meteo dell'Arpav non consentono di essere ottimisti. Almeno fino a tutta la prima parte della settimana, salvo qualche annuvolamento, di precipitazioni, nemmeno l'ombra.

SICCITÀ: CEREALI E RADICCHIO IN CRISI. “Ogni giorno in più senza pioggia non fa che aggravare la situazione. – spiega Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova – Ad oggi i problemi maggiori li registriamo per i cereali, in particolare grano e orzo. Situazione analoga per il radicchio, l’ortaggio principe dell’inverno padovano, coltivato in ben cinque varietà: ai danni del gelo ora si sommano quelli della scarsità d’acqua che compromette la produzione. Nei prossimi giorni inizieranno le semine delle barbabietole, mais e soia. Sulla crescita di queste colture l’assenza di precipitazioni potrà avere dei pesanti contraccolpi”.


CALDO: GEMME A RISCHIO. Alla penuria d’acqua si aggiungono gli effetti di questo anticipo di primavera con temperature al di sopra della media. Un fenomeno che “inganna” le piante con il risveglio delle gemme, le quali però non saranno più in grado di resistere al ritorno del clima invernale. Le piante di albicocco, ciliegio, susino e pesco, ma anche di pero e melo sono stimolate dalle temperature primaverili a preparare le gemme per la fioritura con il risultato di renderle meno resistenti al freddo che potrebbe tornare a farsi sentire. Il rischio è un crollo delle fioriture e quindi della produzione dei frutti nella prossima primavera-estate”.

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