Siccità, interi raccolti perduti: aziende padovane in ginocchio

Il presidente di Confagricoltura Padova Giordano Emo Capodilista: «Chiediamo lo stato di calamità. Ma servono anche interventi strutturali»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Una siccità senza precedenti sta mettendo in ginocchio l’agricoltura di tutta la pianura Padana. A causa dell’assenza totale di precipitazioni, che perdura da settimane, molte aziende agricole padovane sono ormai allo stremo e destinate a perdere completamente le produzioni. Ad oggi, gran parte del raccolto di cereali risulta compromesso e si registrano problemi anche per l’ortofrutta e la viticoltura. Danni gravissimi anche per le coltivazioni di barbabietola da zucchero, con cali produttivi che sfiorano il 50%: secondo una prima stima, la resa di bietole per ettaro scenderà a 25-30 tonnellate contro una media che in situazioni normali è di 60-65 tonnellate.

Confagricoltura Padova sta seguendo con preoccupazione la situazione e chiede a Provincia e Regione di agire con urgenza: «L’assessore provinciale all’Agricoltura Domenico Riolfatto si sta dando molto da fare in questo senso, accogliendo le forti preoccupazioni del settore agricolo – dice il presidente di Confagricoltura Padova, Giordano Emo Capodilista – . Ci siamo rivolti anche ad Avepa e all’assessore regionale Manzato: la situazione è così grave che serve un intervento di emergenza per tamponare i danni immediati. Chiediamo alla Regione di intervenire per ottenere dallo Stato la dichiarazione dello stato di calamità. E si impone anche la concessione di agevolazioni fiscali e contributive a favore delle imprese agricole comprese nelle aree danneggiate».

Ma la siccità è un problema strutturale, che colpisce con regolarità ciclica le nostre campagne e quindi non può essere affrontato solo con interventi tampone. «Per questo invitiamo l’assessore Manzato a prevedere ampio spazio, all’interno dei prossimi bandi del Programma di Sviluppo Rurale, al finanziamento dell’adozione di più efficaci sistemi di irrigazione nelle aziende. Si tratta in buona sostanza di destinare buona parte delle ultime risorse ancora disponibili (circa 70 milioni di euro) a investimenti irrigui, un'azione concreta che può dare alle aziende la possibilità di affrontare il futuro più serenamente».
 

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