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Agna, il sindaco Piva: "No al Ceta, ci impegnamo ad ostacolare il trattato"

L’amministrazione sollecita il governo ad impedire l’entrata in vigore in Italia dell'accordo tra Unione Europea e Canada

L’amministrazione di Agna ha accolto la proposta della Federazione provinciale Coldiretti di Padova per un’azione contro l’accordo economico e commerciale Ceta (Comprehensive economic and trade agreement) tra Unione Europea e Canada.

LA DELIBERA. Pertanto la giunta ha deliberato di approvare l’ordine del giorno presentato dalla Federazione provinciale Coldiretti di Padova ritenendolo ampiamente condivisibile in quanto motivato anche dalla necessità di tutelare gli interessi dei cittadini e delle imprese agricole del Comune. L’amministrazione a tal fine si impegna ad intraprendere iniziative per sollecitare il parlamento ed il governo ad impedire l’entrata in vigore in Italia del trattato Ceta, arrestando il processo di ratifica dell’accordo ed adottando ogni iniziativa necessaria ad ostacolare l’applicazione del trattato anche in via provvisoria.

LE REGOLE. “Personalmente – commenta Gianluca Piva, sindaco di Agna  -  esprimo la mia contrarietà al Ceta che andrebbe a penalizzare il “Made in Italy” e specialmente il nostro comparto agro-alimentare. Il Ceta si pone la progressiva liberalizzazione degli scambi e una riduzione o soppressione reciproca dei dazi doganali sulle merci. All’entrata in vigore dell’accordo è previsto l’annullamento di circa il 98% di tutte le tariffe dell’Unione europea, ma, d’altra parte, la cooperazione regolamentare conduce alla graduale eliminazione delle regole che, nei diversi settori della sanità pubblica, della sicurezza degli alimenti, della protezione dei consumatori e dell’ambiente, possono essere ritenuti di ostacolo alla libertà del commercio".

GLI EFFETTI. "Quindi a mio avviso – conclude indignato il sindaco Piva - enormi sarebbero gli effetti dannosi per la nostra economia e soprattutto per il comparto agro-alimentare, con una totale mancanza di tutela del Made in Italy e della tipicità delle nostre produzioni agricole e con l’introduzione di un sistema di competizione selvaggia e senza limiti”.

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