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Boom delle sofferenze bancarie Aumenti record: a Padova +303,6%

A fornire i dati il centro studi della Cgia di Mestre. Bortolussi: "Cronica mancanza di liquidità e prolungata fase di crisi che ha fatto crollare i consumi interni sono tra le cause che hanno fatto esplodere l'insolvibilità"

Dall’inizio della crisi al 30 novembre scorso (ultimo dato disponibile), le sofferenze bancarie delle imprese a Nordest sono letteralmente esplose: +420,6 % a Trieste, +362 % a Venezia, +337,8% a Verona e +303,6% a Padova. Più contenuti, ma lo stesso particolarmente significativi, gli incrementi registrati a Pordenone (+248%), a Rovigo (+236,7%), a Udine (+ 216,6%), a Vicenza (+201,6%) e a Belluno (+198,2%).

INSOLVIBILITÀ ALLE STELLE. In termini assoluti, segnala l’ufficio studi della Cgia, nel Triveneto l’aumento è stato esponenziale. Se al 31 dicembre del 2008 le sofferenze ammontavano a 4,2 miliardi di euro, al 30 novembre scorso sono salite a 15,2 miliardi (+263,1%). “La crescita delle sofferenze bancarie – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - è la manifestazione più evidente dello stato di crisi in cui versano le nostre imprese. La cronica mancanza di liquidità e la prolungata fase di crisi economica che ha fatto crollare i consumi interni sono tra le cause che hanno fatto esplodere l’insolvibilità. Inoltre – prosegue Bortolussi - in questi ultimi cinque anni di difficoltà economica si sono ulteriormente allungati i tempi di pagamento nei rapporti commerciali tra le imprese, mentre tra le imprese e la pubblica amministrazione sono rimasti pressoché gli stessi. Pertanto, dobbiamo mettere fine a questo malcostume tutto italiano che sta gettando sul lastrico tantissimi piccoli imprenditori che si trovano a corto di liquidità, anche perché non riescono a recuperare i propri crediti”.

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