Occhio alla spesa, arriva il 'caro sacchetti'

Multe salate per i trasgressori, l'Ascom non ci sta

E adesso, come se non bastassero luce, gas e pedaggi autostradali, c'è anche il "caro sacchetti". Dal 1° gennaio infatti i sacchetti ultraleggeri utilizzati come “sportine” per gli alimenti sfusi (ad esempio quelle utilizzate nei reparti ortofrutta, quelle che contengono gli incarti con la carne e il pesce, quelle bucate per il pane), dovranno essere di materiale biodegradabile e compostabile.

BUSTE A PAGAMENTO

Fin qui nulla di strano anche perchè un contenimento dell'uso della plastica appare come una delle priorità dei nostri tempi. Il problema è che gli stessi sacchetti dovranno essere ceduti a pagamento e il prezzo di vendita per singola unità dovrà risultare nello scontrino fiscale. In altre parole: al supermercato non sarà concesso "inglobare" il costo nella spesa ma dovrà esporlo sullo scontrino con presumibili rimostranze dei clienti che, peraltro, non potranno riutilizzare gli stessi sacchetti per motivi igienici. "E già questo - spiega Michele Ghiraldo, presidente degli alimentaristi della Fida Ascom Confcommercio di Padova - è un po' una contraddizione: da un lato si cerca di limitare l'uso dei sacchetti, dall'altro lo si incentiva".

MULTE SALATE

Governo e Parlamento però sull'argomento sono stati inflessibili e la norma, addirittura, prevede che le sanzioni, in caso di violazione siano pesantissime: da 2.500 a 25.000 euro! "Un emendamento alla legge di Stabilità, sollecitato dalla FIDA - continua Ghiraldo - e che modificava il regime sanzionatorio riducendo a 50 euro la multa in caso di mancata indicazione dell’importo del sacchetto sullo scontrino fiscale, è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto estraneo ai contenuti della manovra. Quasi che nella manovra di contenuti estranei non ce ne siano ...". Sia come sia questa è la legge ed i costi graveranno comunque sui consumatori sui quali si prevede un carico di circa 150 euro l'anno se, come sembra, i sacchetti saranno fatti pagare da 1 a 5 centesimi a seconda del tipo e dell'esercizio.

SI TORNA AI SACCHETTI DI CARTA?

Si profila dunque un ritorno massiccio ai sacchetti di carta? "Diciamo che i sacchetti di carta - continua il presidente degli alimentaristi dell'Ascom - sono ancora un patrimonio dei piccoli negozi di vicinato che avranno così modo di prendersi, forse, qualche piccola rivincita". "L'impressione - conclude il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin - è che comunque le norme europee vengano adottate dal nostro Paese senza una preventiva analisi del nostro tessuto economico e culturale. In questi anni, di adozioni di questo tipo ne abbiamo subite parecchie spesso conseguenza di decisioni affrettate inserite all'ultimo momento perchè non adeguatamente valutate nei tempi corretti".

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