Pane precotto e surgelato senza confezione: la Cassazione sospende la vendita

Esultano i panificatori di Ascom Confcommercio Padova: «Sono anni che continuiamo a mettere in guardia i consumatori sull'uso "disinvolto" della grande distribuzione nei confronti della vendita del pane»

«Doppiamente contento: in primo luogo perché troviamo ragione nella Suprema Corte che, una volta per tutte, chiarisce che c’è una differenza sostanziale tra pane fresco e pane surgelato ed in secondo luogo perché viene riconosciuta l’utilità sociale del pane fresco, richiamando per questo l’articolo 41 della Costituzione»: esulta Carlo Quartesan dei Panificatori Ascom Confcommercio Padova.

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Pane

Aggiunge Quartesan: «Sono anni che continuiamo a mettere in guardia i consumatori sull’uso “disinvolto” della grande distribuzione nei confronti della vendita del pane. Non dappertutto, ma in molti casi sì, la distinzione tra “pane fresco” e “pane surgelato” era quantomeno di dubbia comprensione e, soprattutto, non era nota la provenienza, spesso e volentieri riconducibile a forni di natura industriale allocati in Paesi esteri distanti migliaia di chilometri dai punti vendita». Adesso la Cassazione ha messo un punto fermo: stop alla vendita del pane precotto e surgelato senza che questo sia confezionato in modo così da renderlo riconoscibile rispetto al pane fresco che, lo ricordiamo, è quello prodotto con un processo unico e continuo nell’arco della giornata. Dunque stop alla messa in vendita di pane “ottenuto dal completamento, previa cottura, di prodotto parzialmente cotto e surgelato” peraltro privo di etichetta e confezione. Con una sottolineatura: non è sufficiente mettere le indicazioni sugli scaffali e sulle etichette stampate dalla bilancia “fai da te”, né accampare la scusa che comunque, al momento dell’acquisto, il pane surgelato viene introdotto in un sacchetto. «Ma la cosa che mi sento di sottolineare - conclude Quartesan - è che la Cassazione, per spiegare la sua sentenza, dice una cosa di fondamentale importanza: i due prodotti non sono analoghi e, soprattutto al pane, in quanto alimento base della storia e dell’attualità dell’umanità, viene riconosciuto un ruolo degno di un riferimento alla Costituzione».

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