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Università d'Italia, Padova la più cara dopo Milano: la denuncia

In base a un'indagine della Federazione dei consumatori quello patavino risulta l'ateneo più costoso in Italia, secondo solo a quello milanese: nella fascia più bassa di reddito la retta è di oltre settecento euro all'anno

L’università di Padova risulta una delle più care d’Italia: a dirlo è un’indagine di Federconsumatori che ha svolto un’indagine sulle imposte che gli studenti universitari sono tenuti a pagare, esaminando gli importi totali annui facendo riferimento ad alcune fasce di reddito standard ed effettuando i calcoli secondo modelli e formule indicati dagli Atenei stessi.

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QUANTO COSTA. In base allo studio risulta che Padova si piazza al secondo posto: prima di lei la più costosa risulta essere quella di Milano. Un primato che tradotto in denaro significa circa 722,77 euro annui per la fascia di reddito più bassa, per quella più alta quasi 2500 euro.

RISPETTO L'ANNO SCORSO. Per quanto riguarda invece il confronto con lo scorso anno accademico, è necessaria una precisazione. Si nota infatti che per il 2013-2014 gli importi totali medi relativi alle prime due fasce di reddito hanno subito una leggerissima flessione (-0,3% per la prima fascia e -1,37% per la seconda). Tale evidenza è positiva solo in parte, poiché in questo caso il meccanismo della media matematica restituisce un risultato che non corrisponde del tutto alla realtà: nonostante quasi tutti gli Atenei facciano registrare un incremento delle tasse, la consistente diminuzione delle rette dell’Università di Parma (che fino allo scorso anno deteneva il primato di ateneo più caro d’Italia), sommata alla lieve riduzione delle imposte dell’Ateneo di Milano, fa sì che la media complessiva sia, anche se di poco, inferiore a quella dell’anno scorso.


EVASIONE, NORD E SUD. In ogni caso, la media nazionale complessiva degli importi registra un incremento del +3% rispetto all’anno accademico 2012/2013, con il Nord più caro rispetto al Sud. “Non dimentichiamo, infine, che il calcolo delle tasse è basato sulla dichiarazione dei redditi, quindi nell’analisi occorre considerare anche il peso dell’evasione fiscale.” – dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori.

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