Agriturismi e b&b sempre più scelti dai turisti: collezionano un terzo delle presenze

Il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin: "Un fenomeno sul quale riflettere"

C’è un dato che emerge prepotente nella mole di numeri diffusi nei giorni scorsi dall’assessorato regionale al Turismo ed è quello che a Padova le strutture complementari (b&b, affittacamere, agriturismi, ecc.) totalizzano un numero di presenze pari a un terzo di quelle delle strutture alberghiere. Dieci anni fa, tanto per fare un raffronto, erano non più del 10%. Un dato su cui riflettere, soprattutto alla luce di una considerazione di fondo: quelle che rientrano nelle statistiche sono comunque strutture “legali”, che rispettano le regole e pagano le tasse, ma è notorio che, soprattutto in questo particolare segmento di mercato, non mancano gli abusi.

TREND IN AUMENTO. “In ogni caso – commenta il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin - forse per la prima volta da molto tempo a questa parte, quasi tutti gli indicatori sono positivi. E’ vero che i venti di guerra in molti Paesi del Mediterraneo ed il terrorismo hanno favorito il nostro Paese, ma resta comunque significativo che Padova e la sua provincia siano stati in grado di intercettare una domanda di turismo interno ed internazionale che non è mai automatica”. Nel dettaglio, i dati relativi al 2016 dicono che in provincia di Padova gli arrivi sono stati 1.776.000 e le presenze 5.288.000 con un aumento di circa il 3 % rispetto al 2015. Sono stati soprattutto gli italiani a scegliere il nostro territorio: con 2.968.000 presenze i turisti “made in Italy” registrano un aumento dell’ 8% circa, mentre le presenze degli stranieri (ammontanti a 2.319.000) sono in leggero calo.

LE PRESENZE. Bene le presenze negli hotel a 5 e a 4 stelle che registrano un discreto aumento delle presenze (+6%), mentre calano quelle negli hotel a 3 , 2 e 1 stella a dimostrazione che i turisti che scelgono le nostre destinazioni nel segmento alberghiero puntano sulla qualità. Per gli altri, invece, vanno molto bene gli alloggi privati che, infatti, aumentano le presenze di una quota molto importante, pari a circa il 60 % rispetto all’anno precedente. Provincia “multituristica” per eccellenza (“Il nostro – sottolinea Bertin - è un turismo che spazia dalla città d’arte ai borghi murati, dai Colli alle terme, dalle acque al turismo religioso fino al cicloturismo”) Padova merita di essere analizzata anche più in profondità.

ALLE TERME. Ecco allora che se consideriamo il sistema turistico locale di Padova (comune di Padova e altri comuni della provincia, escluse terme e colli) le presenze nelle strutture alberghiere nel 2016 sono state stazionarie (esattamente 1.574.000), mentre sono aumentate del 25 % nelle strutture complementari (agriturismi e alloggi privati) per un totale complessivo di 529.000 unità, pari ad un terzo delle presenze alberghiere. Nel sistema turistico delle Terme Euganee, invece, le presenze alberghiere (3.054.000) sono aumentate di 100mila unità (poco più del 3 %), con la particolarità che si tratta di tutte presenze italiane, rimanendo invariate le presenze straniere. Anche alle terme, comunque, le presenze nelle strutture complementari, pur essendo ancora limitate in termini assoluti con 130mila presenze contro gli oltre 3 milioni delle strutture alberghiere, aumentano di oltre il 50 % negli alloggi privati.

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IL COMMENTO. “Quello delle strutture complementari – conclude il presidente dell’Ascom – è in ogni caso un trend che anche nella nostra provincia, intesa nella sua totalità, sembra consolidarsi e che, proprio per questo, necessita di essere portato alla piena luce del sole. Infatti, come hanno ben documentato le indagini delle forze dell’ordine, gli abusi non mancano e, soprattutto nella comunità cinese, sembrano essere non l’eccezione ma la regola. Questo non può e non deve essere possibile: libertà d’impresa per tutti, ma libertà d’impresa nel rispetto delle regole. Anche perché abuso significa non registrazione di chi pernotta e la non registrazione, di questi tempi, può aiutare il terrorismo”.

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