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Martedì, 18 Giugno 2024
Economia

La classifica degli alberghi italiani, Padova: 28° posto per prezzo, 12° per camere occupate

I dati di febbraio di "Italian Hotel Monitor", il sondaggio di Trademark Italia. Soranzo, presidente albergatori Ascom: "Il bicchiere è mezzo vuoto"

A pochi giorni dalla chiusura del periodo pasquale ed in corrispondenza con la diminuzione, per il comune di Padova, del 5% della tassa di soggiorno, arrivano i dati di febbraio di “Italian Hotel Monitor”, il sondaggio di Trademark Italia che dal 2000 analizza una cinquantina di città italiane, le più significative per movimento commerciale e d’affari. Il monitoraggio dice che Padova è 28esima per prezzo medio della camera nel segmento 4 stelle e 12esima per tasso di occupazione. Semplificando: prezzi complessivamente bassi (83,83 euro contro i 139,57 di Venezia o i 90,26 di Verona) e camere occupate al 53% a fronte, per esempio, del 48,1% di Trento.

"PREZZI PARALIZZANTI". "È il più classico dei bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti. Io sarei più propensa a dire mezzo vuoto - dichiara Monica Soranzo, presidente di Ascom Padova Hotels Federalberghi - perché le presenze sono una cosa ma la redditività è un’altra. Sembrerebbero dati positivi, ma non lo sono. Partiamo dal prezzo - spiega - a Padova si dorme ma non si spende perché la destinazione è, molto spesso, Venezia. Ecco allora che, tra portali di prenotazioni e tour operator, la corsa al ribasso (e va considerato che per il Monitor si tratta di prezzo medio, segno evidente che per molti i valori 'pro camera' sono decisamente più bassi) è il leit motiv della nostra attività con grave danno per la redditività delle nostre imprese".

"UN TURISMO PIÙ 'GOVERNATO'". "Una città in grado di proporre iniziative - continua Soranzo - meglio se programmate per tempo e comunicate correttamente, avrebbe il pregio di trattenere gli ospiti che occupando le camere ne farebbero rettificare il prezzo, oltretutto con una ricaduta positiva sul tessuto economico valutabile in migliaia di euro spesi negli esercizi pubblici e commerciali della città. Un tema, quello della necessità di incrementare gli appuntamenti, che da mesi alimenta il dibattito sviluppato, ad esempio, attorno alla fiera e al centro congressi. Dobbiamo fare in modo - conclude - di allineare la nostra qualità, che è complessivamente buona, con il prezzo che, invece, è oltremodo penalizzante. Ripeto: per farlo abbiamo bisogno di veicolare l’immagine di una città che ha sì dei valori assoluti (Scrovegni, Ragione, Pedrocchi, Università, Santo, Orto, ecc.) ma deve avere anche momenti di attrazione valorizzati per tempo, oltre a promuovere con forza i valori complessivi della destinazione territoriale, che si articola in molteplici punti di forza, i Colli, i percorsi enogastronomici, cicloturistici e via via esplorando".

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